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Un caso di illegittima composizione della commissione giudicatrice

Tar Lombardia, Milano, 13 maggio 2019, n. 1064

Un caso di illegittima composizione della commissione giudicatrice

Secondo parte ricorrente la composizione della commissione giudicatrice sarebbe illegittima, per violazione dell’articolo 77, atteso che il presidente di essa commissione avrebbe redatto ed approvato la lex specialis e gli atti prodromici (relazione tecnica con la quale la SA ha nominato il promotore; predisposizione e sottoscrizione bando e disciplinare), nominato i commissari, “autoproclamandosi” presidente e responsabile dell’esecuzione contratto; di qui la esistenza di una situazione di incompatibilità.

Tar Lombardia, Milano, 13 maggio 2019, n. 1064 conviene con il ricorrente.

Dapprima il Collegio opera una ricostruzione interessante dell’art. 77 del Codice, secondo cui “i commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento”, ritenendo che la norma tratteggi “un fatto giuridico all’avveramento del quale subordina:

– dapprima, la capacità della persona fisica alla acquisizione della qualitas di membro della commissione giudicatrice;

– di poi, la regolare composizione dell’organo collegiale- di cui il commissario è parte;

– indi, l’esercizio del potere da parte dell’organo.

Si è in presenza, pertanto, di un fatto di legittimazione, nella specie attinente alla investitura del titolare dell’ufficio, ovvero alle cause di incompatibilità.

L’assenza della legittimazione concerne il soggetto, la commissione giudicatrice, e gli impedisce l’esercizio del potere; se ciò avviene l’atto non è imputabile all’organo ex lege chiamato ad adottarlo”.

Prosegue poi sostenendo che nel caso di specie il Presidente della commissione “ha rivestito un ruolo di protagonista nella preliminare procedura di project financing, nella successiva redazione e sottoscrizione del bando e del disciplinare di gara, nella adozione della determinazione di indizione della gara e di approvazione della relativa “legge”, fino alla adozione dello stesso atto di nomina della commissione, in tal guisa dimostrando, in continuum ed inequivocabilmente:

– la effettiva e concreta capacità di definire autonomamente il contenuto degli atti principali di gara;

– la giuridica imputabilità del proprio agere –nella qualitas di dirigente del “Settore Servizi al Cittadino e all’Impresa”- alla Amministrazione appaltante, con valore univocamente vincolante ai fini dell’espletamento della procedura concorsuale e della valutazione delle offerte, operazione cui esso dirigente veniva poi chiamato –per effetto di una investitura da sé medesimo promanante, giusta la determinazione dirigenziale di nomina della commissione del 3 marzo 2017- nella qualitas di presidente della commissione“.

Per tali ragioni… Procedura da rifare!

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it