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La prima (estensiva) applicazione dei principi CGUE sugli oneri sicurezza/manodopera

Tar Molise, Campobasso, sez. I, 03 giugno 2019, n. 204

La ricorrente lamenta la violazione dell’art. 95, co. 10, d.lgs. n. 50/2016, dal momento che l’offerta economica prodotta dalla aggiudicataria ha omesso di indicare i costi della manodopera, e avrebbe dovuto pertanto essere esclusa

Il Tar Molise, Campobasso, sez. I, 03 giugno 2019, n. 204 che richiama la recente sentenza 2.5.2019 n. 309 la Corte di Giustizia U.E., ha ritenuto che:

“- nella fattispecie di cui all’odierno ricorso il disciplinare di gara sanzionava espressamente con l’esclusione dalla gara la mancata indicazione degli oneri aziendali relativi alla sicurezza, senza operare alcun riferimento ai costi della manodopera, e stabiliva che l’offerta economica dovesse essere “predisposta in conformità al modello G” (art. 7);

– a sua volta il modello G conteneva un apposito spazio per la dichiarazione dei costi in materia di sicurezza e salute sul lavoro, ma non richiedeva (né comunque consentiva di inserire) l’indicazione dei costi della manodopera;

– per il resto il disciplinare di gara rinviava al codice appalti (art. 11, punto 25).

All’esito dell’esame di tali prescrizioni, può ritenersi che l’omessa indicazione dei costi della manodopera da parte dell’aggiudicataria non assuma autonoma rilevanza escludente, dal momento che – nonostante la clausola di chiusura che rinvia al codice appalti – tanto le prescrizioni della lex specialis, quanto la struttura del modello allegato al disciplinare di gara ai fini della predisposizione dell’offerta tecnica, risultavano carenti ed ambigue sul punto in questione e potevano risultare ingannevoli rispetto alla sussistenza del relativo obbligo dichiarativo”.

La pronuncia non ci pare convincente, in quanto la CGUE, a nostro avviso, ha espresso un principio di diritto diverso, quando sostiene che il giudice deve “verificare se per gli offerenti fosse in effetti materialmente impossibile indicare i costi della manodopera conformemente all’articolo 95, comma 10, del codice dei contratti pubblici e valutare”, e solo in conseguenza di ciò verificare “se tale documentazione generasse confusione in capo agli offerenti, nonostante il rinvio esplicito alle chiare disposizioni del succitato codice”.

La modifica di un semplice file non pare operazione materialmente impossibile.

Anche se il ricorso è stato comunque accolto, per errori dell’aggiudicatario anche sugli oneri per la sicurezza, si ha la conferma dell’impressione espressa all’indomani della pronuncia (cfr. questo articolo), ovvero che la storia infinita non abbia ancora conosciuto un epilogo.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it