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Costi sicurezza e manodopera indicati in misura annuale e non globale: esclusione?

Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 06 marzo 2020, n. 200

Un offerente è escluso dalla gara per i seguenti motivi:

(a) mancata indicazione nell’offerta economica delle generalità dell’offerente;

(b) indicazione  dei costi della sicurezza interni e dei propri costi della manodopera per un valore solo annuale, e non già per l’intera durata dell’appalto.

Tar Lombardia, Brescia, sez. I, 06 marzo 2020, n. 200 ritiene che l’esclusione sia illegittima.

sul punto a)

“Quanto alla mancanza dell’indicazione delle generalità dell’offrente la mancanza è circoscritta alla sola offerta economica e la stessa offerta economica è stata regolarmente firmata digitalmente. Dalla documentazione in atti, poi, risulta che l’offerta economica reca su ogni pagina il timbro con denominazione, sede e partita IVA della società, che sullo stesso è apposta una firma illeggibile, e che all’offerta medesima è allegato il documento di identità del sottoscrittore.

Il Collegio, facendo applicazione dei principio ermeneutici contenuti negli articoli 1362 e ss. Cod. civ., ritiene che in ragione del contenuto complessivo dell’offerta e dalle modalità della sua presentazione, possa giungersi alla conclusione che l’odierna ricorrente è la presentatrice dell’offerta economica che reca in calce il proprio timbro.

Va, innanzitutto, considerato che la gara si è svolta con modalità telematiche, con la conseguenza che ciascun concorrente doveva accreditarsi sulla piattaforma informatica utilizzata dalla stazione appaltante, e che le offerte erano collegate alle credenziali del singolo operatore che si era accreditato sulla piattaforma medesima.

In secondo luogo, va considerato che l’offerta economica è solo una parte dell’offerta. Ciascun concorrente doveva presentare, oltre all’offerta economica, la busta contenente la documentazione amministrativa e quella contenente l’offerta tecnica.

Ora, poiché l’esclusione è motivata con l’incompletezza della sola offerta economica, deve ritenersi che la documentazione amministrativa e l’offerta tecnica fossero complete.

Ebbene, a mente dell’articolo 9.4. del disciplinare di gara nella busta “A” dovevano essere contenuti atti che dimostravano il potere di spendita del nome e in definitiva di impegnare il concorrente che sia persona giuridica. Dunque, deve ritenersi che la domanda della ricorrente contenesse i documenti atti a dimostrare il potere di chi ha sottoscritto digitalmente l’offerta a impegnare la società .

Del pari, deve ritenersi che l’offerta tecnica fosse completa sia della sottoscrizione dell’offerente, che dei dati identificativi del presentatore.

Dunque, dal complesso di questi elementi deve concludersi che il dato mancante non impediva d’individuare l’offerente, e dunque l’omissione non era tale da giustificare la sanzione espulsiva adottata dalla stazione appaltante”.

sul punto b)

Quanto, invece, alla mancata indicazione dei costi della sicurezza interni e dei propri costi della manodopera per l’esecuzione dell’appalto, va osservato che i due dati in realtà non erano stati del tutto omessi: la ricorrente ha indicato per ciascuno di essi il valore annuale, ma non anche, così come espressamente richiesto dal modello allegato alla legge di gara, quelli per l’intera durata dell’appalto, ovverosia 28 mesi. La stazione appaltante ha ritenuto che i dati mancanti non fossero ricavabili «con un mero calcolo aritmetico, dal valore indicato relativamente a un anno, in quanto la dinamica di detti costi non è detto che incrementi nel tempo in misura direttamente proporzionale al medesimo» (v. doc. 6 fascicolo di parte ricorrente cit.).

Ad avviso del Collegio, tuttavia, non si tratta di una omissione sanzionabile con l’espulsione dalla gara, posto che il dato annuale è presente, sicché non può dirsi violata la previsione di cui all’articolo 95, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016.

Invero, la ratio della precitata disposizione è quella di verificare, attraverso l’indicazione in offerta dei costi della manodopera, la salvaguardia dei livelli retributivi minimi dei lavoratori (cfr., T.A.R. Lazio – Roma, Sez. II, sentenza n. 6540/2018), e di verificare, attraverso l’indicazione dei costi della sicurezza, il rispetto delle precauzioni a tutela della salute dei lavoratori, che ha fondamento negli articoli 1, 2, 4, 32, 35 e 41 Cost. (cfr., C.d.S., Ad. pl., n. 3/2015).

Nel caso di specie le esigenze che la norma tende a garantire sono chiaramente assicurate dall’indicazione dei costi della manodopera e dei costi della sicurezza annuali. Diversamente da quanto sostiene la società ATB Servizi S.p.A., il dato annuale consente di ricavare il dato relativo all’intera durata dell’appalto.

Vero è, infatti, che da nessuna parte in offerta è scritto che i costi indicati siano riferiti al primo anno d’appalto: si tratta all’evidenza di un costo medio.

Vero è, altresì, che in ragione della durata contenuta del contratto e della natura delle prestazioni oggetto del servizio, non vi è ragione per ritenere che detti costi siano suscettibili di variazione nel corso dell’appalto.

Vero è, infine, che l’offerta economica presentata dalla ricorrente reca l’indicazione del totale annuo (al netto degli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso), dato dalla somma del costo della manodopera, del costo del materiale di consumo, del costo per attrezzature e macchinari, degli oneri per la sicurezza da rischio specifico, e degli utili e spese generali, e l’indicazione del medesimo totale per l’intera durata (v. doc. 4 fascicolo della ricorrente). Orbene, raffrontando i due dati si nota una perfetta corrispondenza, nel senso che il dividendo il valore indicato come totale annuo per 12 e moltiplicando il risultato per 28 si ottiene esattamente il valore indicato come totale per l’intera durata del contratto.

Deve, dunque, concludersi che l’offerta della ricorrente fosse completa anche del dato relativo ai costi della manodopera e della sicurezza interni“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it