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Concessione non remunerativa

Tar Sicilia, Catania, Sez. IV, 27 ottobre 2017, n. 2500

Nell’ambito di una gara per l’affidamento in concessione di un servizio la ricorrente assume che il calcolo effettivo dei costi affrontati per la gestione dei servizi appaltandi porterebbe l’operatore economico a subire una perdita, piuttosto che un utile, dalla gestione dell’appalto.

Il Tar Sicilia, Catania, Sez. IV, 27 ottobre 2017, n. 2500, dichiara inammissibile il ricorso poiché  la ricorrente non ha presentato istanza per la partecipazione alla gara, ne tantomeno ha impugnato il bando che riteneva immediatamente lesivo in quanto non consentiva la formulazione di un’offerta coerente.

Ad ogni modo giova richiamare il precedente Tar Lazio, Roma, Sez. II-ter, 15 giugno 2017, n. 7035 ove si legge che “se la proposta della amministrazione possa o meno consentire la presentazione di offerte da parte degli operatori del mercato e se essa possa o meno stimolare la competizione concorrenziale e quindi anche (eventualmente) innalzare la percentuale di rischio che il concorrente è disposto ad assumere, è un aspetto che può essere valutato solo all’esito della conclusione della gara, alla luce della la risposta del mercato”.

Non è possibile invece – come vorrebbe parte ricorrente – sottoporre ad una valutazione ex ante il bando, al fine di obbligare l’amministrazione a ripensare il proprio piano economico finanziario, così da vincolare il successivo agire dell’amministrazione in un campo dove essa gode di così ampia discrezionalità“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it