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Compatibilità del sindaco revisore con il ruolo di commissario di gara

Tar Lazio, Roma, sez. I-quater, 23 gennaio 2018, n. 840

Il sindaco revisore dell’Ente appaltante (Ministero della Giustizia, Ente di assistenza per il personale dell’Amministrazione penitenziaria) è incompatibile con il ruolo di commissario di gara?

“Risposta negativa arriva dal Tar Lazio, Roma, sez. I-quater, 23 gennaio 2018, n. 840, il quale non condivide la censura dalla ricorrente in ordine alla violazione di norme sul conflitto di interessi e sulle incompatibilità, in rapporto alla partecipazione alla Commissione di gara, come componente, di un sindaco revisore dell’Ente appaltante, rimarcando come a tale collegio spetti il compito di verifica e controllo dell’operato dell’Ente, anche in merito alla correttezza delle procedure di gara.

“Va esclusa, in primo luogo, la ricorrenza della fattispecie del conflitto di interessi, che, nella materia in esame, è regolato dall’art. 42 del d.lgs. 50/2016, che al comma 2 lo ravvisa in una condizione qui insussistente (“quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione. In particolare, costituiscono situazione di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62”.

Quanto all’incompatibilità, deve aversi riguardo all’art. 77, comma 4, dello stesso d.lgs. 50 del 2016 che stabilisce che “I commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”.

La disposizione intende prevenire il pericolo concreto di possibili effetti distorsivi prodotti dalla partecipazione alle commissioni giudicatrici di soggetti che a diverso siano intervenuti o possano intervenire nella procedura concorsuale, a garanzia dell’imparzialità della valutazione.

Ciò posto, il componente della commissione di gara di cui trattasi non risulta colpito da incompatibilità, non risultando, neanche alla luce delle affermazioni ricorsuali, che il medesimo abbia svolto incarichi relativi all’appalto di cui trattasi, né potendo tali incombenti essere riconnessi alla carica di sindaco revisore dell’EAP, le cui funzioni sono circoscritte al controllo contabile delle finanze dell’Ente.

Nulla muta considerando la previsione statutaria (art. 9) che stabilisce che il collegio revisore dei conti “provvede al riscontro degli atti di gestione”, intendendosi con essa, conformemente alla normativa contabile e alla specifica professionalità del revisore, la sola verifica della regolarità dei parametri contabili sottostanti a tali atti“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it