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Vogliamo andare nello spazio con un piede nel mesozoico parte VIII (gara semi-telematica)

Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 10 ottobre 2019, n. 1660

Il bando contestato prevedeva che , “Questa SA, ai sensi dell’art. 52 del d.lgs. 50/2016, si avvale del sistema di e-procurement in modalità Application Service provider (ASP) reso disponibile da CONSIP sul portale acquisti in rete della pubblica amministrazione, la cui applicazione è in fase di implementazione.

Pertanto, qualora tale procedura risulti attiva alla data di scadenza di presentazione delle offerte, in aggiunta all’invio della documentazione di gara in formato cartaceo, i partecipanti sono obbligati a trasmettere la documentazione all’Amministrazione, fino all’aggiudicazione, anche per via telematica attraverso il Sistema, in formato elettronico ed essere sottoscritta, ove richiesto a pena di esclusione, con firma digitale di cui all’art.1, comma 1, lett. s) del D. Lgs.n. 82/2005”.

In ragione dell’incertezza del primo comma dell’art. 10 la stazione appaltante coerentemente concedeva alla ricorrente soccorso istruttorio per aggiungere alla offerta cartacea quella telematica.

Tuttavia i tentativi di accesso al portale da parte dell’offerente erano risultati vani, in quanto la gara in questione risultava telematicamente chiusa per come tempestivamente segnalato dall’offerente medesimo, motivo per il quale è stato escluso dalla procedura.

Tar Calabria, Catanzaro, sez. I, 10 ottobre 2019, n. 1660 sancisce l’illegittimità dell’esclusione.

“In particolare illogica, perplessa e contraria al favor partecipationis risulta la condotta della stazione appaltante che dapprima ha concesso il soccorso istruttorio a fronte di presentazione della domanda in via cartacea e non telematica, stante le riportate incertezze delle espressioni dell’art. 10 del bando, e successivamente, di contro, non ha proceduto alla necessaria riapertura della procedura telematica per consentire il deposito integrativo (v. tempestiva contestazione dell’impresa con pec del 28.5.19, ammessa dalla p.a. nel verbale di esclusione) ed ancora, all’opposto, ha ammesso altra impresa che, avendo in origine presentato offerta solo telematica, nel riaperto termine ha depositato quella cartacea.

La circostanza ulteriormente evidenziata nel verbale n. 4 (v. fasc. ricorrente) che solo nel termine riaperto con il soccorso istruttorio e non in quello precedente per la originaria presentazione delle offerte l’impresa avesse ottenuto l’abilitazione ad operare sul MEPA non ha rilievo, stante la antecedente e dirimente volontà espressa di consentire a chi avesse presentato offerta con una delle indicate modalità la riproposizione anche con quella inizialmente non effettuata”.

Qui la Parte I – la Parte II – la Parte III, Parte IV ,la Parte V, e la Parte VII della rubrica “vogliamo andare nello spazio con un piede nel Mesozoico”

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it