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Servizi scolastici e CCNL multiservizi

Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I, 19 novembre 2018, n. 305

Il CCNL multiservizi è da ritenersi idoneo in relazione a servizi scolastici che prevedano figure educative?

Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I, 19 novembre 2018, n. 305

La società controinteressata ha esposto di applicare ai propri “operatori” il CCNL multiservizi, che però concerne, per il profilo astrattamente applicabile, “servizi ausiliari in ambito scolastico” (ontologicamente diversi da quelli oggetto di gara) e riguarda, sia al II che al IV che al V livello retributivo (livello che sarebbe peraltro utilizzato dall’aggiudicataria per inquadrare una sola unità), una tipologia di lavoratori che, per mansioni espletate (di natura tecnica o comunque esecutiva), non può essere assimilata pienamente a quella degli “educatori” aventi le capacità richieste dalla lex specialis di gara.

In particolare, per espletare il servizio oggetto di gara (che, vale la pena ricordare, si ripromette di offrire un’assistenza qualificata agli alunni, ivi compreso il sostegno e il recupero scolastico) occorrerebbe un congruo numero di educatori dal profilo di competenza adeguato ai compiti da svolgere (quattro per il servizio di doposcuola e uno per il servizio di post scuola) – di cui uno in funzione di coordinatore -, mentre l’aggiudicataria ha offerto, ad un costo dichiaratamente inferiore rispetto a quello offerto dal gestore uscente, figure professionali (cd. operatori) che, se in possesso di professionalità coerente con le mansioni svolte secondo il contratto collettivo di riferimento, non risultano avere qualificazione professionale adeguata in rapporto alle peculiarità del servizio in affidamento.

Più in dettaglio, il livello II e il livello IV del contratto Multiservizi offerto non sono certamente idonei ad essere applicati alla figura dell’educatore professionale socio-pedagogico (figura professionale che a regime deve obbligatoriamente essere in possesso di specifico diploma di laurea), trattandosi o di profili di ausiliariato materiale (II livello), o di impiegati tecnici o amministrativi con mansioni esecutive (IV livello).

Tra questi ultimi, gli esempi che sono stati accostati alla professionalità pretesa dal servizio in affidamento, così come proposti dal contratto collettivo in questione (per il profilo 5: contabile d’ordine, segretario, archivista, operatore sistemi informatici con pacchetti integrati; per il profilo 6: capogruppo di attività di vendita di prodotti, delle attività di vendita biglietti e di controllo degli accessi con coordinamento e controllo di più addetti, delle attività di controllo di biblioteche, sale di lettura, aree espositive e museali con funzioni di supporto agli utenti e delle attività di receptions e accompagnamento dei visitatori, oltre che addetti all’accompagnamento di gruppi di visitatori e alla vendita di biglietti ed al controllo dell’accesso) paiono francamente molto lontani dal livello di preparazione culturale e di esperienza richiesti dalla normativa in vigore e dalla stessa lex specialis di gara per l’esercizio delle funzioni di educatore professionale socio-pedagogico.

Tale incongruenza determina tre conseguenze negative che depongono, in astratto, per l’inammissibilità o comunque per la soccombenza nel punteggio finale dell’offerta della controinteressata:

in primo luogo, al personale indicato viene applicato un contratto non assimilabile a quello specifico di settore, che il bando indica come obbligatorio per la partecipazione alla gara (pur non precisando quale esso sia: circostanza, questa, che precludeva la possibilità di un’esclusione automatica dalla gara);

in secondo luogo, il contratto erroneamente applicato si pone in teorico contrasto con la cd. clausola sociale prevista dalla lex specialis di gara;

in terzo e decisivo luogo, tale contratto ha ipoteticamente consentito, con assunto che l’amministrazione dovrà necessariamente riesaminare, un abbattimento dei costi per la manodopera, tale da determinare un ribasso nell’offerta economica potenzialmente anomalo, o che comunque ha determinato uno squilibrio ingiustificato nel punteggio finale attribuito alle offerte dei due concorrenti.

Invero, la stazione appaltante, a fronte di un costo indicato dalla controinteressata per la manodopera di circa € 58.000,00 (sensibilmente più basso di quello ritenuto applicabile dal gestore uscente), avrebbe dovuto verificare partitamente le voci di costo applicate – anche e soprattutto con riferimento al contratto collettivo da applicare in rapporto alle singole figure professionali, tenendo altresì conto della necessità di rispetto della clausola sociale imposta -, al fine di accertare se l’offerta economica fosse in sé sostenibile.

Ne consegue, dunque, che il provvedimento di aggiudicazione della gara deve essere annullato per la manifesta illogicità rilevabile nella valutazione di congruità espressa in favore dell’offerta economica proposta dalla controinteressata.

Invero, come anticipato, i costi della manodopera sono incongrui sia perché agganciati ad un contratto collettivo non applicabile (quanto meno non applicabile interamente) alle figure professionali impiegate (ovvero educatori aventi, ai sensi degli artt. 8 e 9 del capitolato speciale di appalto, i medesimi requisiti di formazione e di esperienza previsti, nella fase transitoria, dall’art. 1, commi 594 , 595, 596 e 597 della L. 205/2017 per il profilo professionale dell’educatore professionale socio-pedagogico), sia perché manifestamente sottodimensionati rispetto alle valutazioni operate per gli stessi costi dal gestore uscente, anche in considerazione del fatto che, in virtù della clausola sociale imposta dalla lex specialis di gara, la maggioranza degli educatori impiegati nel servizio si identificherà proprio con i soggetti già utilizzati dalla cooperativa ricorrente.

La stazione appaltante dovrà pertanto verificare in primis l’anomalia dell’offerta economica della controinteressata, verificando, tramite il ricalcolo dei costi della manodopera – così come rielaborati conformemente al dictum giudiziale odierno, con esclusione dunque dell’applicabilità agli educatori del CCNL multiservizi, II e IV livello -, se sia possibile un ribasso sulla base d’asta; successivamente, nel caso in cui il giudizio sull’offerta non sarà di anomalia, dovrà in ogni caso ricalcolare e riassegnare il punteggio finale da attribuire alle due offerte economiche – secondo i nuovi costi di lavoro esposti -, con ciò che ne consegue in termini di graduatoria finale”.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it