in

Mancanza di un prezzo unitario nella lista? esclusione?

Tar Lazio, Roma, sez. I-quater, 09 marzo 2018, n. 2718

La mancanza di un prezzo unitario di cui si compone la lista prezzi, comporta l’esclusione? Anche laddove il bando preveda che l’aggiudicazione avvenga con esclusivo riferimento al prezzo complessivo indicato per l’intera fornitura?

Secondo il Tar Lazio, Roma, sez. I-quater, 09 marzo 2018, n. 2718 si. Secondo noi, ni…

Il bando prevedeva: “dovranno essere indicati anche i singoli prezzi unitari offerti per le varie tipologie di livrea, fermo restando che l’aggiudicazione avverrà con esclusivo riferimento al prezzo complessivo indicato per l’intera fornitura. Pertanto, in caso di discordanza tra il prezzo complessivo offerto e l’importo risultante dalla sommatoria dei prezzi unitari, prevarrà comunque il prezzo complessivo e le discordanze in aumento o diminuzione verranno distribuite sui prezzi unitari secondo la percentuale di discordanza rilevata”.

La ricorrente ha omesso l’indicazione di uno dei prezzi previsti dalla lista prezzi, non previsto nel modello di offerta economica, ed oggetto di successivo chiarimento della SA.

Sarebbe stato sufficiente sottrarre alla voce complessiva offerta, la somma dei prezzi unitari offerti per ricavare il valore oggetto di omissione.

Osserva invece il Collegio che “tale tesi non può essere accolta, sia perché l’operazione pretesa stride con quanto chiaramente espresso dalla disciplina di gara, sia perché, in assenza di indicazione del costo unitario nell’apposita riga da parte del concorrente, il fatto che l’importo di € 5.476,00 dovesse rappresentare proprio il costo stimato da Alfa spa per le cifre del numero di esercizio, resta una mera ipotesi, non suscettibile di essere presa in considerazione dalla stazione appaltante, pena lo scantonamento nell’arbitrio (ma, se è una mera operazione matematica, quale sarebbe l’arbitrio? ndr).

A fronte della chiara disciplina di gara, ad avviso del Collegio qualunque diversa soluzione praticata dal seggio di gara sarebbe stata in contrasto con il principio della par condicio competitorum, in quanto avrebbe comportato l’integrazione di una lacuna dell’offerta della concorrente, al fine di renderla conforme alle previsione della lex specialis.

Corollario del principio ora richiamato è il principio di autoresponsabilità, che impone al concorrente di sopportare le conseguenze degli errori commessi nella formulazione dell’offerta.

Né l’esclusione può considerarsi in contrasto con il principio del favor partecipationis, che risulta sicuramente recessivo di fronte al rischio di alterazione dell’equilibrio fra concorrenti.

Diverso sarebbe stato se la ricorrente avesse riempito manualmente l’ultima riga con un importo, anche se sbagliato: in tal caso sarebbe stato non solo possibile ma doveroso per il seggio di gara mantenere l’offerta nella competizione, effettuando l’unica operazione consentita, ossia partendo dall’offerta complessiva di € 173.073,00, redistribuire la discordanza su tutti i prezzi unitari, compreso quello errato manualmente indicato”.

Qui è consultabile la documentazione di gara

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it