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Esclusione “a caso”? La stazione appaltante paga i danni…

Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 12 aprile 2019, n. 1023

Esclusione “a caso”? La stazione appaltante paga i danni…

Parte ricorrente ha impugnato il provvedimento di esclusione da una gara, motivato  dal richiamo al modulo allegato agli atti di gara, laddove apparentemente indica come non ribassabile il costo del lavoro.

Sostiene a tal fine che sarebbe illegittima la sua esclusione automatica dalla gara per cui è causa in quanto, diversamente da quanto ritenuto dalla stazione appaltante, gli atti di gara non inibivano la possibilità di ridurre lievemente il costo della manodopera, rispetto a quanto indicato nella tabella del Ministero del Lavoro; ad analoga conclusione si perviene sulla base delle disposizioni della normativa nazionale e di quella comunitaria; Il ricorso è fondato, in considerazione della fondatezza del primo motivo.

Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 12 aprile 2019, n. 1023 conviene ovviamente con il ricorrente.

“Dal verbale della commissione di gara impugnato emerge che l’offerta presentata dal ricorrente è stata esclusa dalla gara per cui è causa in considerazione del fatto che, nella parte economica, è stato previsto un ribasso del costo della manodopera che, secondo la commissione, si porrebbe in contrasto con gli atti di gara, e determinerebbe il mancato rispetto dei limiti di cui all’art. 97, comma 5, del D.Lgs. n. 50/2016.

Entrambe tali considerazioni non sono condivisibili.

In primo luogo deve essere precisato che gli atti della gara per cui è causa non prevedono il divieto di ribassare il costo della manodopera, peraltro in conformità con quanto previsto dal D.Lgs. n. 50/2016.

In senso contrario è insufficiente fare riferimento a quanto indicato nella scheda allegata al bando, relativa alla offerta economica, atto che ha lo scopo di agevolare la presentazione delle offerte da parte dei soggetti interessati all’appalto, ma che non può in ogni caso determinare la modifica o l’integrazione delle condizioni di partecipazione alla gara, ovvero delle modalità di presentazione dell’offerta, che non possono che ricavarsi esclusivamente dal bando e dal disciplinare; ove tale scheda non sia congruente con gli atti di gara, sarà semplicemente errata, con le eventuali conseguenze che da ciò possono derivare.

Non condivisibile è anche l’ulteriore argomentazione indicata dalla commissione di gara, a supporto dell’esclusione dell’offerta della ricorrente, concernente il contrasto dell’offerta presentata con quanto previsto dall’art. 97 comma 5, lett. d) del D.Lgs. n. 50/2016.

Il parametro al quale ha fatto riferimento la stazione appaltante non indica il minimo salariale ma il costo medio del personale, come peraltro precisato nello stesso verbale impugnato; fermo quindi restando il potere dell’amministrazione di disporre il sub procedimento di verifica di un’offerta anomala non è vero che sulla base dei dati in possesso della commissione di gara , al momento della adozione del provvedimento impugnato, l’offerta presentata dal ricorrente potesse già ritenersi non conforme alla previsione di legge, e quindi da escludere.

Dall’evoluzione della vicenda in questione, risulta pertanto comprovato che, ove non fosse stato escluso dalla gara, il ricorrente avrebbe fin dall’inizio conseguito l’aggiudicazione del relativo appalto.

Conseguentemente deve essergli riconosciuto il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’illegittimità dei provvedimenti impugnati, espressamente richiesto in ricorso; risarcimento che deve essere commisurato nel 10% dell’offerta presentata, in rapporto ai mesi nei quali non ha indebitamente svolto l’appalto, con la precisazione che tale misura comprende sia il danno da mancato utile d’impresa, che il così detto danno curriculare; risarcimento che deve essere posto a carico dell’amministrazione resistente”.

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Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it