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Il contratto dei metalmeccanici non è applicabile al servizio di ritiro, trasporto e smaltimento rifiuti !

Tar Sardegna, Sez. I , 18 / 09 /2019 , n.748

Procedura di affidamento del servizio di ritiro, trasporto e smaltimento rifiuti, assimilabili agli urbani .

Impresa non aggiudicataria di una parte delle prestazioni ricorre avverso le valutazioni sull’anomalia della migliore offerta , contestando di conseguenza l’aggiudicazione definitiva.

Contesta in particolare come l’offerta dell’aggiudicataria sarebbe comunque inattendibile in ragione della insostenibilità del costo del lavoro dichiarato per l’impiego di due dipendenti (inquadrati nel 5° livello del CCNL Metalmeccanico).

Tar Sardegna, Sez. I , 18 / 09 /2019 , n.748 accoglie il ricorso.

Sebbene il capitolato speciale non preveda l’applicazione di uno specifico CCNL, né sanzioni con l’esclusione quelle offerte che proponessero un CCNL non corrispondente alla effettiva attività oggetto dell’appalto ,il motivo è da accogliere.

Il Tar ricorda le previsioni dell’art. 23, comma 16 (secondo cui, nella predisposizione delle tabelle ministeriali sul costo del lavoro, in mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro «è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione»), e dell’art. 97, comma 5, lettera d), in tema di verifica dell’anomalia dell’offerta (l’offerta è anormalmente bassa se «il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’articolo 23, comma 16») e comma 6 («Non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge»).

Le suddette norme , per un verso, dislocano la questione della scelta del contratto collettivo di lavoro sul piano della verifica dell’affidabilità dell’offerta (l’art. 97, comma 5, lett. d), cit.); e, per altro verso, laddove si fa riferimento a «trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge», si collocano all’interno dell’orientamento della Cassazione già menzionato, dal momento che non prefigurano un potere dell’amministrazione appaltante volto a imporre ai concorrenti l’applicazione al personale impiegato nei servizi oggetto dell’appalto di uno specifico contratto collettivo di lavoro, né impongono alle imprese un obbligo del medesimo contenuto.

Tuttavia, l’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 50 del 2016 (secondo cui al «personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia astrattamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa anche in maniera prevalente»), pur non attribuendo all’amministrazione appaltante il potere di indicare il contratto collettivo applicabile, ha imposto di verificare la coerenza (la “astratta connessione”, parafrasando la seconda parte dell’art. 30 cit.) tra l’attività oggetto dell’appalto e l’ambito di applicazione del C.C.N.L. indicato dall’impresa appaltatrice.

In tal senso si è assestata anche la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato (cfr. Sez. V, 17 gennaio 2018, n. 276, che sul punto ha riformato la sentenza di questo T.A.R. n. 171 del 9 marzo 2017; Sez. V, 6 agosto 2019, n. 5574).

Applicando le conclusioni esposte al caso di specie, deve riscontrarsi una evidente incoerenza o non conformità tra l’ambito del C.C.N.L. Metalmeccanici (indicato dalla aggiudicataria) e le prestazioni previste per l’esecuzione del servizio appaltato.

L’appalto consiste infatti nel ritiro ,trasporto e conferimento dei rifiuti agli impianti di trattamento/smaltimento.

Dette prestazioni lavorative identificano un’attività che afferisce a imprese e società che gestiscono servizi ambientali, trovando quasi testuale corrispondenza nella descrizione dell’ambito di applicazione del C.C.N.L. dei dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali, nei quali sono compresi tutti i servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani, tra i quali in particolare – per quel che rileva nel caso di specie – la «raccolta anche differenziata, [e il] trasporto dei rifiuti solidi e liquidi di qualsiasi categoria»; la gestione di «impianti per il trattamento, lo smaltimento, il recupero dei rifiuti solidi e liquidi di qualsiasi categoria con o senza recupero energetico»; «i servizi di supporto a quelli di igiene ambientale, quali quelli di officina/manutenzione e quelli dei settori tecnici-amministrativi».

Il contratto collettivo nazionale di lavoro «per i dipendenti da aziende artigiane metalmeccaniche» si applica essenzialmente alle aziende nelle quali «la lavorazione del metallo abbia una presenza esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante; [nonché, agli] stabilimenti, alle unità produttive e di servizio considerati affini ai metalmeccanici; [e alle] unità produttive e di servizio che abbiano con il settore metalmeccanico interconnessioni di significativa rilevanza».

Risulta del tutto evidente la discordanza tra l’attività oggetto dell’appalto per cui è controversia e l’ambito di applicazione del C.C.N.L. Metalmeccanici.

L’impresa aggiudicataria però non deve essere esclusa.

La stazione appaltante dovrà rinnovare il procedimento per la verifica dell’anomalia dell’offerta dell’aggiudicataria, a partire dalla contestazione della inapplicabilità del C.C.N.L. Metalmeccanici e dalla richiesta alla medesima delle necessarie giustificazioni basate sulla applicazione del trattamento economico e normativo previsto dal C.C.N.L. per i dipendenti di imprese e società esercenti servizi ambientali (stipulato tra la Fise Assoambiente e le associazioni sindacali più rappresentative).

Acquisiti i predetti elementi istruttori, la stazione appaltante dovrà stabilire se l’offerta della aggiudicataria sia complessivamente affidabile sotto il profilo economico.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).