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La conoscenza dei nominativi dei soggetti richiedenti il sopralluogo non viola i principi di segretezza dell’articolo 53.

Consiglio di Stato , Sez. III , 04 / 09 / 2019 , n. 6097.

Uno dei motivi di appello riguardava la violazione del principio di segretezza, di cui all’art. 53 del Codice degli Appalti.

La stazione appaltante avrebbe infatti consentito ai potenziali concorrenti di conoscere quali fossero le imprese che avevano partecipato alla gara, attraverso la pubblicazione delle richieste di sopralluogo sul portale telematico.

Era questa una previsione contenuta nel disciplinare di gara ,per cui  le richieste di sopralluogo e le relative risposte sarebbero state pubblicate sul portale telematico, senza prescrizione di anonimato.

Consiglio di Stato , Sez. III , 04 / 09 / 2019 , n. 6097 respinge l’appello .

Secondo la tesi dell’appellante l’asserita segretezza dei partecipanti sarebbe stata in concreto compromessa.

Il Consiglio di Stato stabilisce in primo luogo che  evidentemente la  contestata violazione della segretezza si sarebbe consumata, al più tardi, al momento della pubblicazione delle richieste di sopralluogo e non già a chiusura della gara, sicché la relativa censura è irrimediabilmente tardiva, come ha statuito il primo giudice, con motivazione che va quindi anche essa immune da censura.

Né giova osservare in senso contrario, come fa l’appellante nella propria memoria di replica depositata il 12 luglio 2019, che era necessario attendere l’esatto perimetro dei presentatori dell’offerta perché, se l’effetto perturbatore sul regolare svolgimento della gara era dato dalla stessa pubblicazione dei nominativi delle imprese che intendevano partecipare al sopralluogo, era in quel momento che la lesività anche potenziale della lesione sul regolare svolgimento della gara, siccome denunciata dalla ricorrente, poteva dirsi cristallizzata e non solo dopo la formale presentazione delle offerte.

È evidente che, secondo la stessa prospettazione dell’appellante, la sola conoscenza di tali nominativi può influenzare negativamente la presentazione delle offerte sicché delle due l’una: o l’effetto perturbatore della gara è immediato, con la conseguenza che le previsioni della lex specialis dovevano essere immediatamente impugnate, o non sussiste perché la presentazione delle offerte non può essere influenzata dalla mera conoscenza dei nominativi delle imprese che hanno chiesto di partecipare al sopralluogo prima e con il mero intento di partecipare alla gara.

La tesi dell’appellante, per la sua stessa prospettazione, perciò non sfugge ad una secca alternativa di irricevibilità o, per converso, di infondatezza.

E invero essa è infondata anche nel merito perché la mera conoscenza dei nominativi dei soggetti che hanno chiesto di effettuare il sopralluogo non integra violazione dell’art. 53, comma 3, del d. lgs. n. 50 del 2016, nelle procedure aperte, in relazione all’«elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime» (art. 53, comma 2, lett. a), poiché la richiesta di sopralluogo o la proposizione di quesiti circa le sue modalità alla stazione appaltante non costituisce elemento infallibilmente sintomatico, anche per altri soggetti eventualmente interessati a partecipare, di certa futura partecipazione alla gara né, ancor meno, immediata manifestazione di volontà partecipativa o forma equipollente di offerta.

Tanto basta a determinare la reiezione dell’appello, anche su tale aspetto, con la conseguente conferma della sentenza impugnata.

L’appello viene respinto.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).