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Pagamento diretto dei subappaltatori: la giurisdizione è del Giudice ordinario

Tar Lazio, Roma, sez. I-Ter, 4 settembre 2019, n. 1721

La ricorrente ha chiesto al Giudice Amministrativo l’accertamento dell’obbligo della stazione appaltante di sostituirsi, ai sensi dell’art. 105, comma 13, del d.lgs. n. 50/2016, all’appaltatore, nel pagamento del corrispettivo dovuto alla ricorrente, subappaltatrice, riguardo alla subfornitura resa nei centri oggetto delle convenzioni siglate fra la P.A. e l’appaltatrice.

Tar Lazio, Roma, sez. I-Ter, 04 settembre 2019, n. 1721 dichiara il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario.

Secondo il Collegio “Trattasi, all’evidenza, di vicenda relativa al momento esecutivo del contratto di appalto, nell’ambito del quale vengono in rilievo posizioni soggettive qualificabili come diritti soggettivi di credito, non rientranti nel novero dei casi di giurisdizione esclusiva ex art. 133 c.p.a..

Le norme che dispongono la devoluzione delle controversie attinenti alle procedure di affidamento di appalti pubblici alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo, infatti, afferiscono al solo tratto procedimentale e, dunque, pubblicistico delle stesse, ma non anche alla fase esecutiva del relativo rapporto, riservata alla cognizione del Giudice Ordinario.

In tal senso depone il tenore dell’art. 133 c.p.a., che devolve alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo “le controversie relative a procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi, forniture, svolte da soggetti comunque tenuti, nella scelta del contraente o del socio, all’applicazione della normativa comunitaria ovvero al rispetto dei procedimenti di evidenza pubblica previsti dalla normativa statale o regionale, ivi incluse quelle risarcitorie e con estensione della giurisdizione esclusiva alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di annullamento dell’aggiudicazione ed alle sanzioni alternative”.

Tale disposizione, infatti, individua quale criterio di riparto della giurisdizione l’afferenza della lite ad una procedura di affidamento, ovverosia una serie di atti ed attività che si concludono con la stipula del contratto, che segna il momento in cui si esaurisce la giurisdizione del Giudice Amministrativo (Consiglio di Stato, sez. V, 31/8/2017, n.4140; 1 agosto 2015, n. 3780; 31 dicembre 2014, n. 6455; 15 febbraio 2016, n. 624).

Tali considerazioni valgono anche nel caso in cui il ricorso sia rivolto non contro il provvedimento di diniego ma, come nella specie, contro l’inerzia dell’Amministrazione che non ha provveduto sull’istanza per la sostituzione nel pagamento.

La giurisprudenza amministrativa ha costantemente affermato, infatti, che con la procedura ex artt. 31 e 117, c.p.a. sono tutelabili unicamente pretese che “rientrino nell’ambito della giurisdizione amministrativa, nel senso che le controversie sull’assetto di interessi regolato dal mancato diniego espresso rientrino in una materia devoluta alla giurisdizione del plesso amministrativo” (Consiglio di Stato, sez. IV, 7/06/2017, n. 2751), e che “il rimedio contro il silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza del privato non è esperibile nel caso in cui il giudice amministrativo, in ordine al rapporto sostanziale, sia privo di giurisdizione, mancando sia la natura di provvedimento amministrativo autoritativo dell’atto, sia la posizione sostanziale d’interesse legittimo da parte del ricorrente (T.A.R. Napoli, sez. V, 18/3/2019, n. 1469; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, 1/2/2019, n. 214; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 4/12/2018, n. 11783)“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it