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L’applicazione del Codice degli Appalti ai soggetti privati beneficiari di finanziamenti pubblici.

Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana , Adunanza di Sezione del 7 maggio 2019, Parere n.112/2019 e data 19/08/2019 Spedizione

Risulta essere importante il parere in esame, in quanto consente di fare il punto sulle  modalità di applicazione del Codice degli Appalti ai soggetti privati che utilizzano finanziamenti pubblici.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana si esprime infatti con puntualità sulle previsioni del Codice , evidenziando inoltre  ( e sono questi i passaggi più significativi ) come siano applicabili pienamente le norme dello “sblocca cantieri” , e come il ricorso a centrali di committenza possa essere posto solo come mera facoltà del privato  e non come obbligatorio.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana si esprime su una richiesta dell’Assessore Regionale all’Agricoltura .

L’Assessore ha evidenziato che  il Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2014/2020, rivolto a soggetti privati, ossia ad agricoltori o associazioni di agricoltori, prevede progetti di investimento con cui vengono finanziati interventi di miglioramento della dotazione strutturale e dei mezzi tecnici delle aziende agricole, per massimali di spesa fino a 3 milioni di euro per gli investimenti riguardanti la fase produttiva e a 5 milioni di euro nel caso di investimenti di filiera che comprendano almeno le fasi di lavorazione, di trasformazione e commercializzazione prodotti.

L’intensità del sostegno che può essere riconosciuto al beneficiario è generalmente pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile, ma tale aliquota di sostegno può raggiungere il 70% nel caso di investimenti realizzati da giovani agricoltori, di investimenti collettivi e progetti integrati, di investimenti localizzati in zone montane o zone soggette a vincoli naturali significativi e di interventi sovvenzionati nell’ambito del PEI (Partenariato Europeo per l’Innovazione).

La richiesta dell’Assessore, giunge  dopo l’acquisizione di un parere da ANAC, e comprende i seguenti quesiti :

I) “di confermare che, anche nello specifico caso della sottomisura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020, in caso di lavori di importo superiore ad 1 milione di euro e sovvenzionati in misura superiore al 50%, si configura una titolarità diretta della funzione di stazione appaltante in capo al soggetto privato beneficiario, il quale è quindi tenuto ad appaltare lavori e servizi a terzi nel rispetto della disciplina prevista dal Codice e, in qualità di stazione appaltante, è l’esclusivo responsabile dell’attività di affidamento e di esecuzione degli stessi, ferma restando la vigilanza da parte dell’amministrazione che eroga il sostegno”;

II) “di confermare l’ipotesi che il Codice debba applicarsi esclusivamente ai lavori di genio civile di cui all’allegato I dell’art. 1, comma 2, del Codice (e ai connessi appalti di servizi) e che quindi nel calcolo dell’importo complessivo da considerare per il calcolo dell’applicazione corretta del Codice ai fini della sottomisura 4.1 non debbano essere considerati i lavori di miglioramento e trasformazione agraria, l’acquisto di macchine ed attrezzature agricole, l’acquisto beni immobili (terreni e fabbricati). Di conseguenza si chiede di confermare che anche il riferimento alle modalità di calcolo del valore dell’appalto, riportato nel parere dell’ANAC in cui si cita l’art. 25 del Codice (importo totale pagabile, al netto dell’IVA), sia da riferirsi ai soli lavori di genio civile e ai connessi appalti di servizi”;

III) “di volere fornire, infine, indicazioni in merito alla modalità tramite le quali il soggetto privato dovrà individuare l’appaltatore dei lavori e dei connessi servizi e le norme specifiche che esso dovrà applicare nell’esecuzione del contratto, considerando la specificità della fattispecie in argomento, a cui sicuramente non possono applicarsi de quo tutte le condizioni previste per una pubblica amministrazione”.

Dopo un parere interlocutorio e coinvolgimento dell’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione sull’affare, il Consiglio così si esprime :

Questa Sezione osserva che ai sensi del secondo comma dell’art. 1 d.lgs. n. 50/2016 anche soggetti privati sono tenuti all’osservanza delle disposizioni codicistiche, (e rientrano nella definizione di “altri soggetti aggiudicatori” di cui all’art. 3, punto g) del codice), quanto all’aggiudicazione dei contratti di cui alle lettere a) relativa ad appalti di avori e b) relativa ad appalti di servizi, lettere che delineano ben specificati limiti relativi al valore, all’entità della partecipazione pubblica e all’oggetto.

Per gli appalti di lavori deve trattarsi di lavori di importo superiore ad 1 milione di euro, sovvenzionati direttamente in misura superiore al 50% da amministrazione aggiudicatrice e comportanti una delle attività indicate ai numeri 1) e 2), di cui qui rileva solo la prima, attinente “lavori di genio civile di cui all’allegato 1” del medesimo decreto legislativo.

Per gli appalti di servizi, deve trattarsi di servizi di valore superiore alle soglie di cui all’art. 35, sovvenzionati in misura superiore al 50% e connessi ad un appalto di lavori di cui alla lettera a).

Per il calcolo del valore dell’appalto, si applica il criterio di cui all’art. 35.

Nei predetti casi, la titolarità e responsabilità della funzione di stazione appaltante fa capo al privato beneficiario del contributo pubblico maggioritario, mentre l’amministrazione aggiudicatrice che concede la sovvenzione è tenuta ad assicurare il rispetto delle previsioni del codice, secondo le previsioni dei commi 4 e 5 del medesimo art. 1 del codice, articolo che, ai commi 3 e 4 prevede che ai predetti privati fruitori di contributi non si applichino gli artt. 21, 70 e 113 del codice e per la fase di esecuzione del contratto si applicano esclusivamente le norme che disciplinano il collaudo.

Una più estesa applicazione delle previsioni del codice può, poi, derivare da una autodisciplina facoltativa e volontaria stabilità dall’amministrazione finanziatrice, cui, d’altra parte, spetta valutare se ricorrono le condizioni di legge. Si richiama quanto rilevato nel precedente parere interlocutorio.

Merita, inoltre, evidenziare, per gli appalti sotto soglia, la possibilità anche per i privati di sfruttare gli strumenti di flessibilità introdotti all’art. 36 del codice dal d.l. 18 aprile 2019, n. 32 come convertito con l. 14 giugno 2019, n. 55.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’espletamento da parte del privato delle procedure di gara previste dalla legge, va osservato, relativamente all’accenno tra i quesiti rivolti all’Ufficio legislativo e legale alla ipotesi di una short list di stazioni appaltanti qualificate, che il ricorso a centrali di committenza può essere posto solo come mera facoltà del privato, non come obbligatorio.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).