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Fidarsi dei dati restituiti da Avcpass è cosa buona?

Tar Lazio, Roma, Sez. II-bis, 23 novembre 2017, n. 11611

Cosa succede se le informazioni restituite dal sistema Avcpass risultano essere incomplete ovvero non aggiornate?

Ce lo spiega il Tar Lazio, Roma, Sez. II-bis, 23 novembre 2017, n. 11611 che fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…

Al riguardo il Consiglio di Stato, ha, infatti, precisato che “le modalità messe per legge a disposizione da soggetti terzi (attestato AVCPass – Authority Virtual Company Passport, elaborato dall’allora Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; certificazione dell’Agenzia delle Entrate), ove risultino, in realtà, incomplete ovvero non aggiornate, per quanto siano prescritte dalla lex specialis con inerente autovincolo dell’Amministrazione e per quanto possano in principio essere ritenute assistite da pubblica fede ai sensi dell’art. 2700 c.c., non sono tali da giustificare un’esclusione dalla gara qualora sia dimostrata l’assenza dell’effettivo presupposto dell’irregolarità fiscale. Se così fosse, vi sarebbe un’insanabile incoerenza del sistema e senza una ragione sufficiente sarebbe vulnerato il principio generale del favor partecipationis” (cfr. Cons. St., Sez.V. 28.07.2016 n. 3421)”.

In questo caso l’irregolarità fiscale segnalata dal sistema gestito dall’Authority è stata smentita dagli atti prodotti dalla ricorrente, dai quali era evincibile la non definitività dei provvedimenti per i quali l’esclusione è stata disposta.

Scritto da Elvis Cavalleri

Avvocato. Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it