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Ripartire dalle “opere incompiute”.

Piccole riflessioni sull’Anagrafe delle “Opere Incompiute” per il Recovery Plan.

E’ passata pressoché inosservata la pubblicazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e delle Regioni e Province Autonome, dell’Anagrafe ( elenco ) delle cosiddette “Opere Incompiute” al 31 dicembre 2019 ( pubblicazione avvenuta a settembre 2020).

Credo che invece su questo elenco ci si debba soffermare con attenzione, in primo luogo perché ci ricorda cosa debba intendersi quando si parla di “opera incompiuta”, ossia di opera che è realizzata solo in parte senza che raggiunga la sua finale e completa destinazione e quindi di opera che una volta cantierizzata non raggiunge poi il livello di funzionalizzazione[1].

Come puntualizzato peraltro dall’articolo 44-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ai commi 1 e 2:

  1. Ai sensi del presente articolo, per «opera pubblica incompiuta» si intende l’opera che non è stata completata:a) per mancanza di fondi; b) per cause tecniche; c) per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; d) per il fallimento dell’impresa appaltatrice; e) per il mancato interesse al completamento da parte del gestore.
  2. Si considera in ogni caso opera pubblica incompiuta un’opera non rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo e che non risulta fruibile dalla collettività.[2]

E’ evidente come un’opera incompiuta rappresenti una grave “sconfitta”, a tutti i livelli, per la pubblica amministrazione, con un pessimo uso delle risorse pubbliche, spese inutilmente senza risolvere quei problemi cui erano state destinate.

C’è anche chi, provocatoriamente, ha affermato che “La dimensione del fenomeno, l’estensione territoriale e le incredibili peculiarità architettoniche fanno dell’Incompiuto il più importante stile architettonico italiano dal dopoguerra a oggi.”[3]

Certo è che il fenomeno delle opere incompiute, per le sue dimensioni, costituisce  una delle priorità per i vari livelli di governo ( nazionale, regionale, locale ).

Un fenomeno le cui dimensioni, ogni anno, sono quantificate dal Ministero delle Infrastrutture e che, pertanto, potrebbero essere collocate all’interno del Recovery Plan tra gli interventi da realizzare ragionevolmente entro i tempi richiesti dalla UE.

Facendole diventare una priorità.

Va ricordato infatti come entro il 31 marzo di ciascun anno le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggiudicatori debbano trasmettere ( attraverso il sistema regionale di monitoraggio) tutte le informazioni e i dati relativi alle opere pubbliche incompiute di propria competenza.[4]

Successivamente il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le Regioni e Province autonome redigono, anche con la collaborazione dell’Associazione  ITACA , l’Anagrafe delle opere pubbliche incompiute secondo quanto previsto del DM 13 marzo 2013, n.42.

Alla pagina internet https://www.serviziocontrattipubblici.it/SPInApp/it/works_unfinished.page è dunque disponibile l’elenco delle “Opere Incompiute” aggiornato all’anno 2019.

Siccome l’elenco è articolato su base nazionale e regionale, senza un dato complessivo che quantifichi le entità in discussione, mi sono divertito ( si fa per dire ) ad accorpare in un unico file tutti i singoli elenchi.

Si tratta dunque di un lavoro artigianale ( e spero di non aver toppato nei copia e incolla e nelle somme), finalizzato ad identificare l’impatto delle “opere incompiute” nel complessivo panorama delle opere pubbliche.

Si allega di seguito il relativo file OPEREINCOMPIUTE2019RIEPILOGOITALIA.

Sulla base dei dati pubblicati nell’anno 2020, conseguenti alla rilevazione al 31 dicembre 2019, in Italia vi sono 421 opere incompiute. Per portarle a compimento servono oltre due miliardi di euro, come da tabella che segue :

AMBITO RILEVAZIONE NUMERO
2020
IMPORTO
ultimo quadro economico
IMPORTO oneri
per ultimazione dei lavori
Regione Abruzzo 18 19.714.600,55 24.364.566,25
Regione Basilicata 6 14.385.145,45 8.016.528,63
Regione Calabria 23 76.402.557,21 16.508.796,05
Regione Campania 16 28.661.427,32 13.577.513,86
Regione Emilia-Romagna 7 10.431.079,45 289.522,52
RegioneFVG 1 398.648,00 0,00
Regione Lazio 8 11.705.473,77 6.885.467,00
Regione Liguria 4 25.763.491,99 9.767.412,11
Regione Lombardia 27 260.697.115,86 98.540.172,45
Regione Marche 15 46.990.377,78 30.572.309,00
Regione Molise 10 94.415.522,19 78.642.818,04
Regione Piemonte 8 12.620.284,79 3.731.000,00
Regione Puglia 17 24.838.599,11 21.962.039,92
Regione Sardegna 66 268.004.389,40 32.233.311,05
Regione Sicilia 134 408.878.368,12 260.518.512,79
Regione Toscana 12 24.820.016,59 5.163.088,46
Regione Umbria (A+B) 11 6.281.825,07 3.261.244,17
RegioneValle d’Aosta 2 17.638.418,00 8.850.000,00
Regione Veneto 10 31.552.182,36 11.975.603,01
Provincia aut Bolzano 0 0,00 0,00
Provincia aut Trento 0 0,00 0,00
Ambito Nazionale 26 1.470.698.525,94 1.520.691.194,92
TOTALE 421 2.854.898.048,95 2.155.551.100,23

 

Da evidenziare come le 421  opere nel complesso ( tra quadri economici già approvati e nuove risorse da reperire) riguardino investimenti per cinque miliardi di euro, pertanto il loro sviluppo “lineare” determinerebbe indubbi benefici in termini economici generali ed occupazionali.

Rispetto alla rilevazione dell’anno 2018 ( effettuata nell’anno 2019 ) si evidenzia una diminuzione delle “opere incompiute” in termini assoluti, come da tabella allegata:[5]

AMBITO RILEVAZIONE NUMERO
2019
IMPORTO
ultimo quadro economico
IMPORTO oneri
ultimazione dei lavori
NUMERO
2018
Regione Abruzzo 29 30.337.544,64 26.975.870,37 31
Regione Basilicata 18 38.944.262,63 27.770.775,91 33
Regione Calabria 28 82.615.161,02 16.486.439,96 15
Regione Campania 26 39.332.460,44 6.017.041,44 41
Regione Emilia Romagna 14 78.098.470,91 56.994.141,86 16
Regione FVG 3 2.853.673,30 2.239.825,75 5
Regione Lazio 20 20.301.324,43 14.595.787,98 45
Regione Liguria 4 25.763.491,99 9.767.412,11 4
Regione Lombardia 26 210.696.505,12 96.711.548,90 27
Regione Marche 17 54.370.377,78 41.556.253,46 16
Regione Molise 14 97.420.609,18 76.099.593,68 14
Regione Piemonte 13 75.009.876,49 7.927.562,80 9
Regione Puglia 41 1.056.970.798,35 72.850.167,82 54
Regione Sardegna 80 230.743.747,76 81.194.087,85 86
Regione Sicilia 154 485.276.365,58 274.285.267,24 162
Regione Toscana 13 23.634.124,00 7.544.184,50 16
Regione Umbrla 9 5.232.541,08 2.454.268,95 15
Regione Valle  d’Aosta 2 17.638.418,00 13.253.116,00 2
Regione Veneto 10 21.336.581,39 14.816.000,83 14
Provincia aut Bolzano o o o 4
Provincia aut Trento o o o 1
Ambito Nazion 25 1.471.513.827,34 1.121.701.634,71 37
TOTALE 546 4.068.090.161,43 1.971.240.982,12 647

 

Tuttavia, sebbene i dati relativi all’anno 2019 segnalino la riduzione delle opere incompiute ( dovuta sicuramente agli effetti del DECRETO MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI  16 gennaio 2018 , n.  14  che, definendo   procedure  e  schemi-tipo  per  la  redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, spinge le stazioni appaltanti ad operare per portare a conclusione le “opere incompiute”) crescono ( al diminuire delle opere) le risorse necessarie al loro completamento.

L’individuazione delle risorse da destinare a questi interventi rappresenta dunque uno degli elementi fondamentali per la risoluzione del problema, come illustrato in maniera estremamente accurata nel “Quaderno di approfondimento n. 6” del Centro Studi della Fondazione Ergo dal titolo “L’Italia in-compiuta. Un’analisi economica delle Opere Pubbliche”, pubblicato ad ottobre 2019.[6]

Lo studio individua le cause dell’incompiutezza ( sulla base dei dati riferiti all’anno 2017) . Ebbene, nella maggior parte dei casi, il fenomeno delle “opere incompiute” è dovuto alla mancanza dei fondi, come accade per 338 opere sulle 647 incompiute (52%). Seguono motivazioni  tecniche  per  168  opere  incompiute, pari al 26%; procedure fallimentari per 112 casi (17%), vincoli normativi per 18(3%) e mancato interesse per 7 (1%).[7]

Poiché la disponibilità di risorse rappresenta l’elemento decisivo, credo dunque che una riflessione accurata sul finanziamento di queste opere, all’interno del Recovery Plan, debba essere effettuata.

Con l’Anagrafe delle opere incompiute, insomma, che potrebbe rappresentare un vero e proprio strumento di programmazione per individuare gli interventi da concludere in maniera rapida.

Già questo, in definitiva, sarebbe un bel segnale di cambiamento…..

Siena, 14 febbraio 2021

Roberto Donati

[1] Corte dei Conti Marche, Sez. giurisdiz., Sent., (data ud. 06/02/2009) 23/03/2009, n. 104

[2]  Si veda inoltre l’articolo 1 del DM 13 marzo 2013, n.42 “Regolamento recante le modalità di redazione dell’elenco-anagrafe delle opere pubbliche incompiute, di cui all’articolo 44-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214” in merito alla definizione di “opera incompiuta”

Art. 1  Definizioni

  1. Si definisce «opera pubblica incompiuta» ogni opera pubblica che risulta non completata per una o più delle seguenti cause:  a) mancanza di fondi;b) cause tecniche;c) sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; d) fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell’impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai sensi degli articoli 135 e 136 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o di recesso dal contratto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia; e) mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell’ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
  2. . Si considera non completata ai sensi dell’articolo 44-bis, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, un’opera non fruibile dalla collettività, caratterizzata da uno dei seguenti stati di esecuzione: a) i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione; b) i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi; c) i lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l’opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo.

[3]Alterazioni Video  /  Fosbury Architecture Incompiuto. La nascita di uno Stile-The birth of a style. Ediz. Bilingue, Editore: Humboldt, 2018, https://www.humboldtbooks.com/it/book/incompiuto-la-nascita-di-uno-stile-the-birth-of-a-style

[4] Sulla base dell’articolo 37 del 08/04/2020, n. 23 il termine previsto dal D.M. n.42/13, ossia il 31 marzo 2020 per la trasmissione della lista delle Opere Incompiute dell’anno 2019,  è stato prorogato al 22 luglio 2020 e il termine del 30 giugno per la pubblicazione dell’elenco anagrafe da parte del Ministero delle Infrastrutture e delle Regioni e Province Autonome è stato prorogato al 21 settembre 2020.

[5] La Tabella è tratta dal Sito Internet dell’Associazione ITACA all’indirizzo:http://www.itaca.org/news_dettaglio.asp?ID=533

[6] “Quaderno di approfondimento n. 6” del Centro Studi della Fondazione Ergo dal titolo “L’Italia in-compiuta. Un’analisi economica delle Opere Pubbliche”. Responsabili del progetto: Sandro Trento, Direttore Generale e Stefania Spaziani, collaboratrice del Centro Studi. Pubblicato nell’ottobre 2019 sul sito www. www.fondazionergo.it, all’indirizzo: https://www.fondazionergo.it/upload/Quaderni/quaderno6/QA6_Opere%20Incompiute.pdf

[7] “Quaderno di approfondimento n. 6” del Centro Studi della Fondazione Ergo cit. pag. 11

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabile del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Gare del Comune di Colle di Val d' Elsa (Si).
Gli scritti qui pubblicati rappresentano opinioni personali che non impegnano in alcun modo l'ente di appartenenza