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Servizio shuttle bus e disponibilità dei mezzi

Tar Toscana, Firenze, sez. I, 12 marzo 2019, n. 353

Servizio shuttle bus e disponibilità dei mezzi: devono essere posseduti già in fase di partecipazione alla gara?

Ecco il caso scrutinato da Tar Toscana, Firenze, sez. I, 12 marzo 2019, n. 353.

“Il capitolato tecnico di gara richiedeva alcuni minimi requisiti per lo svolgimento del servizio di shuttle bus, tra cui la <<disponibilità>> dei bus destinati a svolgere il servizio (necessariamente forniti di alcune caratteristiche) e di un bus avente carattere sostitutivo.

Con riferimento a questo requisito indispensabile per l’esecuzione della prestazione, l’aggiudicataria ha dichiarato, nel proprio progetto tecnico, di avere intenzione di svolgere il servizio con tre autobus (di cui due di prima immatricolazione ed uno sostitutivo con le stesse caratteristiche); per quello che riguarda la disponibilità del parco autobus si è limitata ad allegare al progetto tecnico un semplice preventivo l’indicazione delle caratteristiche tecniche dei mezzi e dei tempi di consegna (<<120 giorni presso nostra sede>>).

Anche volendo convenire con la rilevazione della difesa della Stazione appaltante e della controinteressata in ordine alla necessità di interpretare in senso largo il requisito della <<disponibilità>> del parco mezzi (in considerazione della mancanza, nella lex specialis della procedura, di oneri di documentazione specifici e dell’indicazione del fatto che si trattasse di requisito da dimostrare a pena di esclusione dalla procedura), la Sezione non può mancare di rilevare come la semplice esibizione di un preventivo sia effettivamente troppo poco per dimostrare il requisito della disponibilità degli autobus; manca, infatti, completamente la dimostrazione, non solo della proprietà o del possesso del bene già al momento della presentazione della domanda di partecipazione alla gara, ma anche solo della possibilità di poter acquisire successivamente il bene in tempi certi (cosa che potrebbe essere dimostrata dall’esibizione dell’ordinativo degli autobus, non importando certamente un semplice preventivo non accompagnato dall’ordinativo successivo, la dimostrazione della conclusione del rapporto negoziale con il fornitore del bene).

Del resto, appare quasi inutile rammentare che è nello spirito stesso delle procedure di evidenza pubblica selezionare i concorrenti in grado di eseguire la prestazione in termini certi sotto il profilo qualitativo e temporale; non richiedere sostanzialmente alcuna dimostrazione della disponibilità dei beni essenziali per l’esecuzione della prestazione prima della conclusione del contratto (a questo si riduce, infatti, l’impostazione della Stazione appaltante), si pone in forte contraddizione con la necessità fondamentale che il partecipante ad una gara vada a presentare un’offerta realmente realizzabile (e realizzabile in tempi precisi) e non un’offerta condizionata a fatti futuri e incerti (l’acquisizione di un bene indispensabile per l’esecuzione del servizio che risulta rinviata a fatti, come l’ordinativo del bene, per nulla dimostrati nella documentazione di gara).

L’offerta mancava pertanto del necessario requisito della serietà e doveva essere esclusa dalla procedura di gara”.

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Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it