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Servizi scolastici di pre e post scuola: è applicabile il CCNL multiservizi?

Tar Toscana, Firenze, sez. I, 12 febbraio 2018, n. 255

Servizi scolastici di pre e post scuola: è applicabile il CCNL multiservizi?

Nel particolare Tar Toscana, Firenze, sez. I, 12 febbraio 2018, n. 255 si chiede se detti servizi possano rientrare tra i “Servizi ausiliari in area scolastica” contemplati dal CCNL Multiservizi.

Nel caso di specie la risposta al quesito è negativa, in quanto “il servizio oggetto della procedura negoziata di cui si tratta non è suscettibile di essere circoscritto allo svolgimento delle attività di assistenza e nella sorveglianza degli alunni delle scuole d’infanzia e primarie.

Si è avuto modo di evidenziare come l’attività oggetto del pre e post scuola non è suscettibile di essere circoscritta ad una semplice attività di sorveglianza, incidendo sull’attività didattica e sul coinvolgimento e sulle interrelazioni degli alunni, con l’evidente intento di proseguire, seppur con le modalità proprie di un’attività accessoria e temporalmente circoscritta, la formazione degli alunni posta in essere nel corso dell’orario scolastico.

La società resistente è riuscita a proporre il costo orario pari a Euro 15,30, solo in conseguenza dell’applicazione di un diverso CCNL, da individuare nel contratto delle Pulizie e Multiservizi e con riferimento ad un livello contrattuale (il livello II) che riguarda “i lavoratori che, con un breve periodo di pratica/addestramento e che sono adibiti ad operazioni per la cui esecuzione si richiede il possesso di semplici conoscenze pratiche, anche con macchine e mezzi meccanici senza autorizzazione”.

Ciò premesso è evidente che le caratteristiche delle prestazioni richieste, unitamente al profilo degli operatori che dovranno svolgere dette attività, sono in palese contrasto con le figure professionali proposte, così come identificate dall’applicazione del CCNL Multiservizi.

E’, infatti, rimasto incontestato quanto affermato nella relazione tecnica depositata dalla ricorrente, laddove si evidenzia che il livello contrattuale richiamato dalla resistente può essere ricondotto a quello A2 (ex livello 2) del contratto delle cooperative sociali, il quale disciplina le mansioni degli operai generici, circostanza quest’ultima che è in palese contrasto con il riferimento, posto in essere dalla stazione appaltante, al livello di inquadramento D1 che è quello per l’assistenza all’infanzia con finalità educative.

E’, peraltro, noto che l’art. 30 comma 4 del D.lgs. 50/2016 nella parte in cui prevede che “al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo… strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto è stato interpretato nel senso di individuare l’esistenza di una prerogativa dell’imprenditore che ha la possibilità di scegliere il contratto che ritiene più pertinente, con il solo limite che esso risulti coerente con l’oggetto dell’appalto (Cons. Stato Sez. V, 01-03-2017, n. 932)”.

Proprio l’utilizzo dei termini “strettamente connesso” conferma la necessità che tra le prestazioni dell’appalto e quelle proposte dalle imprese partecipanti ci sia un rapporto di correlazione e di prossimità, oltre che di coerenza, tale da consentire che le prestazioni descritte nel capitolato possano comunque risultare inquadrabili nell’ambito del livello e del contratto collettivo prescelto.

E’ evidente che detta “coerenza” concorre alla definizione della serietà dell’offerta, garantendo una corretta esecuzione delle attività previste.

Si è affermato, infatti, che pur nella libertà di scelta del contratto collettivo che spetta all’impresa partecipante, deve sempre garantirsi la coerenza con la natura delle prestazioni oggetto del contratto posto a gara, a tutela della corretta esecuzione dello stesso e comunque che i livelli retributivi dei lavoratori siano adeguati e congrui rispetto alla loro qualifica e all’attività che essi sono chiamati a svolgere (Cons. Stato, Sez. V, 1° marzo 2017, n. 932).

Precedenti pronunce, anche nella vigenza del precedente codice degli appalti, hanno sancito che deve riconoscersi l’anomalia dell’offerta in caso di applicazione di un contratto collettivo diverso, non solo quando lo stesso comporti un costo inferiore, ma anche laddove le prestazioni tipiche del contratto di lavoro che l’impresa intende applicare non siano confacenti ai servizi richiesti nell’appalto (T.A.R. Liguria, sez. I, 30/10/2006, n. 1287 e Consiglio di Stato, sez. V, 27/09/2004, n. 6307).

E’ altrettanto evidente che le caratteristiche del servizio e degli operatori da adibire all’esecuzione hanno l’effetto di qualificare, seppur indirettamente, il profilo dell’inquadramento richiesto che, come si è avuto modo di evidenziare, non può che essere ricondotto a quello dell’educatore professionale.

Detta circostanza è confermata dal riferimento, posto in essere dalla stazione appaltante, al livello D1 del contratto delle cooperative sociali che ricomprende i lavoratori che ricoprono posizioni di lavoro che richiedono conoscenze professionali teoriche specialistiche di base e capacità tecniche elevate per l’espletamento delle attribuzioni” (il personale dovrà essere in possesso di diploma o laurea attinenti alle discipline psico/pedagogiche e che, ancora e nell’ipotesi in cui siano in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado non attinente, dovrà essere documentato l’esistenza di almeno due anni di esperienza in attività assimilabile a quella del presente capitolato).

 

UPDATE!

Sentenza confermata dal Consiglio di Stato, sez. V, 23 luglio 2018, n. 4443

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it