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Servizi analoghi e latitudine operativa del concetto

Tar Toscana, Firenze, I, 23 novembre 2017, n. 1448

Servizi analoghi: è legittima l’eccessiva dilatazione del concetto di analogia?

Ecco l’interpretazione del Tar Toscana, Firenze, I, 23 novembre 2017, n. 1448:

per servizi analoghi non si richiede la dimostrazione di aver svolto delle attività esattamente corrispondenti a quelle dell’appalto, precedenti pronunce hanno evidenziato che “quando in una gara pubblica l’Amministrazione chiede ai concorrenti di documentare il pregresso svolgimento di servizi non identici, ma solo analoghi a quelli oggetto dell’appalto, lo fa per accertare la loro specifica attitudine concorrente a realizzare le prestazioni oggetto della gara; la richiesta è quindi giustificata dall’esigenza di acquisire conoscenza della precedente attività dell’impresa in quanto le precedenti esperienze maturate rappresentano significativi indici della sua capacità di eseguire la prestazione oggetto dell’appalto; deve quindi trattarsi di esperienze sufficientemente simili, almeno negli aspetti essenziali e caratterizzanti l’esigenza che la stazione appaltante intende soddisfare con la gara, con la conseguenza che non può essere dilatato il concetto di analogia fino a ricomprendervi qualunque attività non assimilabile a quella oggetto dell’appalto (T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, 05-02-2014, n. 380)”.

3.5 E’ noto, infatti, che i requisiti di capacità economica e tecnica e professionale dei prestatori dei servizi devono essere attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, tenendo presente l’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti e, ciò, sia ai sensi dell’art. 42 del D.lgs. 163/2006 (ratione temporis vigente) sia, del più recente art. 83 del d.lgs. 50/2016.

In considerazione di quanto sopra argomentato deve ritenersi che l’erronea impostazione della stazione appaltante ha inficiato radicalmente la predisposizione del bando e compromesso l’esito della gara e, ciò, anche considerando come sia risultato incontestato che gli operatori che si sono collocati in posizione migliore rispetto alla ricorrente, siano sprovvisti dell’esperienza nella pulizia degli specchi acquei“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Avvocato. Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it