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Risoluzioni contrattuali non presenti nel Casellario ANAC . Sono comunque inadempienze ai sensi dell’articolo 80 comma 5 lettera c) !

Tar Calabria , Catanzaro, Sez. I , 08 / 07 /2019 , n. 1353

L’impresa risultata migliore offerta di appalto di servizi viene esclusa dalla gara ai sensi dell’articolo 80 comma 5 lettera c) del  Codice.

Vengono infatti contestate n. 3 risoluzioni contrattuali per gravi inadempienze nel servizio.

Il ricorso dell’impresa si incentra sulla  mancata dimostrazione da parte della stazione appaltante della gravità degli illeciti professionali, limitandosi a prendere atto  delle pregresse vicende senza operare il dovuto approfondimento istruttorio.

In particolare le risoluzioni non risultano essere state segnalate ad ANAC.

Tar Calabria , Catanzaro, Sez. I , 08 / 07 /2019 , n. 1353 respinge il ricorso affermando che ,nel caso di specie, non è contestato che la società ricorrente abbia subito le anticipate risoluzioni contrattuali .

D’altra parte, la mancata segnalazione degli inadempimenti all’ANAC ai sensi dell’art. 213, comma 10 d.lgs, n. 50 del 2016, indipendentemente dalla questione circa l’applicabilità della norma al caso di specie, non esclude certo che essi si siano verificati.

Pertanto, alla luce degli elementi sin qui illustrati, il Collegio ritiene che la decisione dell’amministrazione resistente sfugga alle censure mossegli, poiché essa – adeguatamente motivata – si basa su dimostrati gravi illeciti professionali, da essi ricava l’inaffidabilità dell’operatore economico ed è perciò volta a perseguire proprio il principio di par condicio che parte ricorrente assume violato.

Il ricorso viene dunque respinto.

Va segnalato come , anche in questo caso, la giurisprudenza non sia uniforme. Pochi mesi fa Tar Puglia  Bari Sez.III Sentenza n.254 del 20 febbraio 2019, aveva stabilito che per potersi considerare integrata la causa di esclusione dell’art. 80, co. 5, lett. c), del D.Lgs. 50/2016, gli illeciti professionali devono risultare dal Casellario informatico dell’ANAC.

Sul punto, coerentemente, le Linee Guida n. 6 dell’Anac, hanno chiarito che, affinché le ipotesi di risoluzione possano avere rilievo, queste ultime devono necessariamente essere state oggetto di iscrizione presso il Casellario della medesima Autorità (previo, peraltro, contraddittorio con l’impresa), con rilevanza di detta iscrizione per un periodo non superiore ai 3 anni.

Eventuali esclusioni da precedenti procedure di gara ovvero risoluzioni di contratti aggiudicati, per quanto siano state accertate dal giudice amministrativo, assumono rilevanza esclusivamente se e fino a quando risultino iscritte nel Casellario, per gli effetti e con le modalità previste nell’art. 80, comma 12, del d. lgs. n. 50 del 2016, qualora l’ANAC ritenga che emerga il dolo o la colpa grave dell’impresa interessata, in considerazione dell’importanza o della gravità dei fatti contestati ed accertati” (Cons. Stato, V, n. 2063/18 e Cons. Stato, III, n. 4266/2018).

La sentenza del Tar Calabria , insomma, legittima l’operato delle stazioni appaltanti che  formano il giudizio di inaffidabilità sulle imprese  utilizzando le informazioni in proprio possesso, senza necessariamente avere quale riferimento il Casellario ANAC . Il limite, come richiamato dal Tar, è quello della necessaria istruttoria e dell’adeguata motivazione.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).