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Rateizzazione vs definizione agevolata: differenze ai fini della regolarità fiscale

Tar Umbria, Perugia, sez. I, 31 luglio 2019, n. 455

Qual è la differenza tra rateizzazione e definizione agevolata ai fini della regolarità fiscale?

Semplice, nel primo caso serve l’atto di assenso dell’agente della riscossione. Nel secondo caso rileva anche solo l’avvenuta presentazione dell’istanza.

Questo è il sunto di quanto statuito da Tar Umbria, Perugia, sez. I, 31 luglio 2019, n. 455

“Tanto premesso, è del tutto inconferente il richiamo operato dalla difesa della ricorrente a recente arresto del Consiglio di Stato (sez. V, 2 gennaio 2019 n. 15) asseritamente applicabile alla controversia per cui è causa, in quanto riguardante invece fattispecie differente, come ben argomentato dalla difesa della stazione appaltante.

In quel caso, infatti, l’impegno formale al pagamento delle imposte viene ad essere fatto coincidere (e ad essa viene, pertanto, coordinato) con la procedura di “definizione agevolata” delle pendenze con gli agenti della riscossione di cui all’art. 6 del d.l. n. 193/2016 e non con una semplice istanza di rateizzazione ex art. 19, del d.p.r. n. 602/1973, come invece è accaduto nel caso di cui si controverte.

La differenza, come detto, non è di poco conto perché, mentre nel caso della definizione agevolata ex art. 6. d.l. 193/2016 (istituto di natura eccezionale sotto il profilo temporale), l’ammissione alla procedura non è subordinata ad alcun atto di assenso da parte dell’Agente della riscossione (tanto è vero che è lo stesso contribuente, manifestando la volontà di avvalersene, a decidere il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento e tutti i conseguenti benefici previsti vengono accordati automaticamente), nel caso della semplice rateizzazione ex art. 19 d.p.r. n. 602/1973 il beneficio non si produce automaticamente ma viene “concesso” con apposito atto dell’Agente della riscossione che può, dunque anche denegarlo.

Nella rateizzazione “tradizionale”, pertanto, la semplice richiesta del contribuente non può integrare alcuna formalizzazione di impegno al pagamento fintanto che non sia intervenuto apposito provvedimento di ammissione al beneficio e solo se tale ammissione avviene prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, l’impegno stesso piò essere considerato tempestivo ai fini di una partecipazione alla gara senza pendenze ostative.

Tanto premesso, giova rilevare che la richiesta di rateizzazione ordinaria ex art. 19 d.P.R. è stata infatti avanzata da ALFA S.p.a. in data 13 maggio 2018, mentre l’ammissione al beneficio è stata disposta dall’Agenza delle Entrate solo in data 18 febbraio 2019 e cioè addirittura dopo la proposta di aggiudicazione della gara, dopo l’esclusione della stessa ALFA S.p.a. disposta all’esito della verifica sostanziale dei requisiti di partecipazione e, soprattutto, dopo la comunicazione della stessa Agenzia delle Entrate pervenuta in data 12 febbraio 2019 con la quale si evidenziava la pendenza del debito fiscale”.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it