Una stazione appaltante revoca l’aggiudicazione di un appalto sul rilievo delle vicende giudiziarie che avevano interessato due soci di una società che controllava al 75% l’aggiudicataria.
Più in particolare, nelle more della stipula del contratto, detti soci erano stati tratti in arresto e, nel contempo, il GIP del Tribunale di Catania aveva disposto il sequestro delle quote societarie, nominando un Custode giudiziario il quale, previa autorizzazione del GIP, aveva assunto il ruolo di nuovo amministratore giudiziario della capogruppo mandataria.
Il Tar Lazio, Latina, Sez. I, 30 ottobre 2017, n. 532, previa dimostrazione del fatto che l’amministratore giudiziario fosse legittimato alla proposizione del ricorso in relazione al suo contenuto, senza che siano necessarie autorizzazioni ulteriori rispetto al mandato conferito dal Tribunale di Catania, annulla il provvedimento di revoca poiché la circostanza che siano stati tratti in arresto alcuni soci della società controllante per fatti costituenti reato e che, allo stato, il relativo procedimento non sia stato ancora definito con sentenza passata in giudicato, implica essenzialmente che si sia in presenza di questioni che involgono esclusivamente requisiti morali e non già la mancanza di capacità tecnica.
Non vi è, invero, contestazione sulla capacità tecnica della società ricorrente, ma solo ed esclusivamente dei requisiti morali dei soci, la cui posizione, come detto, è tutt’ora sub iudice. In ogni caso, poiché nel caso all’esame, come si è accennato, è stato nominato un amministratore giudiziario, tale circostanza dovrebbe ragionevolmente far superare ogni questione relativa all’asserito venir meno del rapporto fiduciario (cfr. TAR Sicilia CT sent. n. 3383/16).
Peraltro il 1° comma dell’art. 80 cit. assume quale presupposto per l’esclusione di un’impresa da gare pubbliche di appalto in presenza di determinati delitti commessi da elementi della compagine imprenditoriale la necessità che i delitti stessi siano accertati da sentenza definitiva di condanna o da decreto penale di condanna divenuto irrevocabile.
