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PEF e asseverazione

Tar Toscana, Firenze, Sez. I, 16 novembre 2017, n. 1396

Significato dell’essere istituti di credito e dell’essere intermediari finanziari e risvolti sulla validità dell’asseverazione…

Secondo il Tar Toscana, Firenze, Sez. I, 16 novembre 2017, n. 1396 “l’art. 183, comma 9, del d.lgs. n. 50/2016 è univoco nel legittimare all’asseverazione non qualunque soggetto iscritto nell’elenco generale degli intermediari finanziari ex art. 106 del d.lgs. n. 385/1993, ma solo l’iscritto in possesso della qualifica di istituto di credito o di società di servizi costituita dall’istituto di credito, il quale si caratterizza per l’esercizio congiunto della raccolta di risparmio tra il pubblico e della concessione del credito, secondo quanto precisato dalla Banca d’Italia.

Tuttavia, al di là delle definizioni date dalla Banca d’Italia, il significato dell’essere istituti di credito e dell’essere intermediari finanziari è concettualmente diverso, talché l’asseverazione da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi equivalente a quella, prescritta dal legislatore, promanante dall’istituto di credito. La stessa giurisprudenza amministrativa ha avuto modo di specificare che la distinzione tra banca e intermediario finanziario iscritto nell’elenco di cui all’art. 106 d.lgs. 1° settembre 1993 n. 385 risiede nel fatto che la prima eroga il credito avvalendosi di una provvista effettuata mediante raccolta di risparmio tra il pubblico, riservata appunto agli enti creditizi e, solo in via di eccezione, a determinati soggetti, ma con particolari limitazioni, mentre il secondo eroga il credito avvalendosi di risorse finanziarie proprie (Cons. Stato, IV, 27.3.2008, n. 1247; TAR Sicilia, Catania, IV, 31.5.2010, n. 1995)”.

Nello specifico, Credit.it s.p.a. riveste la qualifica di intermediario finanziario, come tale abilitato all’erogazione del credito ma non anche alla raccolta del risparmio. Ne deriva che legittimamente la predetta società è stata ritenuta inidonea ad asseverare il piano economico finanziario, non essendo né un istituto di credito né una società di servizi costituita dall’istituto di credito.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it