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Gara telematica (Sintel); errori nell’impostazione del “modello”; gestione offline

Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 23 luglio 2019, n. 1709

Nell’ambito di una gara telematica svolta con la piattaforma Sintel, la commissione si avvedeva che, per effetto di un errore nella creazione del modello della procedura, il punteggio tecnico massimo previsto dal sistema era di 60 punti in luogo dei 70 punti previsti invece dal disciplinare di gara.

Di fronte a tale “evento bloccante” – dovuto non al mancato funzionamento del sistema informatico, bensì all’erronea impostazione del modello di gara su quest’ultimo – la commissione decideva di procedere con le seguenti modalità, all’uopo verbalizzate:

– escludere le offerte con una valutazione posta al di sotto del punteggio tecnico minimo previsto per l’apertura dell’offerta economica (42/70, come da disciplinare);

– attribuire ai restanti concorrenti il punteggio tecnico convenzionale di 1 (uno) sulla piattaforma, per potere proseguire la gara sulla piattaforma stessa; quest’ultima infatti, per ovvie ragioni di riservatezza e segretezza, non consente l’apertura delle offerte economiche se non viene preventivamente assegnato a sistema il punteggio tecnico;

– il punteggio tecnico realmente ottenuto dai partecipanti sarebbe stato riportato in un documento non informatico, del quale sarebbe stata data lettura ai partecipanti in seduta pubblica, unitamente al punteggio economico risultante invece dal sistema informatico.

Lo step procedurale gestito “fuori” dalla piattaforma è da ritenersi illegittimo?

Risposta negativa arriva da Tar Lombardia, Milano, sez. IV, 23 luglio 2019, n. 1709.

se è pur vero che la presente procedura non è stata di fatto completamente svolta in via telematica – avendo la commissione registrato i punteggi tecnici su un foglio non informatico – parimenti tale modus procedendi non pare configurare di per sé alcuna ipotesi di illegittimità.

Infatti né la legge di gara né la normativa in materia impongono l’utilizzo esclusivo dei mezzi telematici a pena in ogni caso di illegittimità dell’intero procedimento, dovendosi invece procedere caso per caso alla valutazione degli eventuali vizi derivanti dal mancato ricorso allo strumento telematico da parte della commissione di gara.

Nel caso di specie, di fronte all’oggettiva impossibilità di imputare a sistema i punteggi tecnici ottenuti dai partecipanti, la soluzione della commissione ha consentito il rispetto delle regole di gara – come già sopra evidenziato – e nello stesso tempo ha garantito l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa in materia di contratti pubblici (cfr. in particolare per tali principi, l’art. 4 del D.Lgs 50/2016, codice dei contratti pubblici o anche solo “codice”).

Infatti, di fronte ad una gara così complessa – con ben 65 lotti – e finalizzata all’acquisto di dispositivi medici, altre soluzioni al problema sopra riscontrato – come ad esempio l’eventuale annullamento della procedura e l’integrale rifacimento della medesima – si sarebbero poste in evidente contrasto con elementari esigenze di buon andamento dell’attività della pubblica amministrazione, oltre che con i generali principi di cui al menzionato art. 4 del codice“.

La ricorrente, poi, lamentava la violazione delle norme imperative sullo svolgimento del procedimento di gara ed in particolare sostiene che l’apertura delle offerte economiche sarebbe avvenuta prima della lettura in seduta pubblica del punteggio assegnato alle offerte tecniche.

Nemmeno su questo il Collegio conviene con la ricorrente.

“La tabella allegata al verbale di cui sopra espone per ogni lotto il punteggio tecnico ed economico ottenuto dagli operatori, sicché è giocoforza ritenere – rilevato ancora che il verbale di gara ha natura di atto pubblico – che la commissione, nel corso della seduta pubblica, ha dato lettura dei punteggi tecnici – seppure non risultanti dal sistema, ma scritti dalla commissione su un foglio non informatico – e di quelli economici, questi ultimi risultanti invece dal sistema.

Pare utile altresì evidenziare che nel corso della seduta pubblica del 9.1.2019 né i delegati della società esponente né quelli delle altre imprese – che pure erano numerosi, come risulta dall’elenco allegato al verbale n. 20/2019 – hanno sollevato alcuna obiezione né mosso alcuna contestazione all’operato della commissione (cfr. ancora il doc. 3 della resistente).

In conclusione, non appaiono minimamente provate le asserzioni contenute in ricorso e relative alle presunte violazione procedimentali imputate alla stazione appaltante, non risultando ad esempio l’apertura delle offerte economiche in assenza della lettura dei punteggi tecnici.

 

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it