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Fidarsi dell’ANAC à buona cosa. Non fidarsi è incommensurabilmente meglio…

Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, ord. 12 marzo 2019, n. 31

Fidarsi dell’ANAC à buona cosa. Non fidarsi è di gran lunga meglio…

Un bando di gara prevedeva che le certificazioni di qualità NON potessero essere oggetto di avvalimento, a pena di esclusione, richiamando espressamente la delibera ANAC n. 837 del 27 luglio 2017, consultabile qui.

La stazione appaltante, verosimilmente intimorita da una richiesta di chiarimento, ha cercato di rimediare specificando che  “I certificati di qualità richiesti dal Bando di gara quali requisiti di partecipazione non possono essere oggetto di avvalimento se non nei casi e con le modalità specificate dalla delibera ANAC n. 837 del 27 luglio 2017, espressamente richiamata dal bando di gara e alla quale si fa esplicito riferimento”.

Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, ord. 12 marzo 2019, n. 31 dapprima statuisce che la clausola del bando che statuisce un divieto di avvalimento della certificazione di qualità è illegittima.

Statuisce poi che il chiarimento fornito “non vale a rimediare a tale illegittimità in quanto non presenta carattere meramente interpretativo ma stravolge l’iniziale previsione di gara (cfr. Consiglio di Stato sentenza 5690 del 2017); con la conseguenza che avrebbe dovuto quantomeno essere sottoposto alle ordinarie forme di pubblicità e prevedere la conseguente proroga dei termini per la presentazione delle domande (Tar Napoli sentenza 2639 del 2018)“.

Già non è agevole fidarsi del giudice amministrativo; fidarsi dei pareri ANAC equivale a commettere seppuku…

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Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it