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Affidamento in concessione del servizio di biglietteria dei musei. Legittimità.

Tar Lombardia, Milano , Sez. IV , 09 / 09 / 2019 , n.1950.

La ricorrente impugna il Bando di gara lamentando , in particolare , che il servizio di riscossione degli incassi derivanti dalla vendita dei titoli di accesso “corrisponde ad attività estranea all’oggetto della concessione venendo in rilievo un servizio reso all’Amministrazione e non ai fruitori del bene culturale interessato, dietro pagamento di un corrispettivo consistente nella quota parte del prezzo del biglietto trattenuto dal gestore del servizio”.

La lex specialis, secondo la ricorrente, assoggetta il servizio di riscossione degli incassi, derivanti dalla vendita dei titoli di accesso, alle regole stabilite dal d.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento dei servizi in concessione piuttosto che al d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali).

Secondo la ricorrente il capitolato tecnico sarebbe viziato da illogicità e irragionevolezza nella parte in cui prevede che gli incassi delle vendite dei titoli di accesso siano versati non già nel conto corrente dell’Amministrazione – in ossequio al combinato disposto degli articoli 110 e 115, comma 2, del d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali), che richiede il versamento alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato ovvero sul conto corrente aperto da ciascun responsabile di istituto o luogo di cultura, trattandosi di denaro “pubblico” – bensì “su un conto corrente … a nome del concessionario”.

Tale previsione genererebbe incertezza sulle modalità di gestione dei flussi contabili e finanziari rispetto alla contabilità civilistica e fiscale del futuro affidatario e alla contabilità dell’Amministrazione appaltante, nonché sulla individuazione delle voci e quantità da considerarsi per la resa del conto giudiziale e di quelle da riferire al bilancio di esercizio aziendale.

La ricorrente contesta altresì la ragionevolezza della scelta del modulo concessorio in quanto, per come concepito il bando di gara, i servizi di assistenza e ospitalità per il pubblico risulterebbero non centrali bensì asserviti al servizio di biglietteria, che risulta avere una valenza preponderante sotto il profilo della gestione e della rilevanza economica, come se di questo costituissero elementi meramente accessori; la legge di gara tradirebbe gli stessi obiettivi di valorizzazione che hanno ispirato il legislatore del 2004 attraverso l’integrazione della biglietteria nei servizi aggiuntivi, operando uno stravolgimento del sistema legale di riferimento e così contravvenendo al disposto di cui all’art. 3, comma 5, del decreto ministeriale del 2008, a tenore del quale, al di fuori dell’ipotesi di gestione integrata, i servizi di vigilanza, custodia e biglietteria vanno affidati a privati secondo il regime degli appalti di servizi; in altri termini, la legge di gara sarebbe illegittima nella parte in cui prevede quale procedura di affidamento la concessione in forma integrata.

Tar Lombardia, Milano , Sez. IV , 09 / 09 / 2019 , n.1950 dichiara il ricorso inammissibile.

Invero, premesso che il bando prevede la gestione integrata dei servizi di cui è causa e, in tale ipotesi, l’affidamento degli stessi attraverso il modulo concessorio risulta conforme al decreto ministeriale 29 gennaio 2008, la ricorrente non chiarisce in quali termini le gravate previsioni della lex specialis sarebbero immediatamente lesive e, in quanto tali, ex se impugnabili.

In particolare:

– nel PEF allegato al Capitolato tecnico (sub “Appendice 3”) sono quantificati i costi per la gestione degli incassi, sia per i servizi di biglietteria che per i servizi bookshop, e non si ravvisano ragioni per le quali debbano ritenersi esclusi da tali voci anche i costi per l’attività dell’agente contabile;

– l’operatore economico che partecipi alla gara è tenuto a presentare un proprio PEF a sostegno dell’offerta, in base al quale può offrire un aggio tale da scongiurare che la gestione del servizio vada in perdita;

– la figura dell’agente contabile è disciplinata dalla normativa vigente, cui la lex specialis rinvia, sicché la stazione appaltante non era tenuta ad individuare specifici requisiti di qualificazione per tale figura;

– anche i costi del servizio di tenuta del conto corrente sono agevolmente desumibili da un operatore del settore, alla luce delle previsioni del PEF.

Nel quadro così sinteticamente delineato, quindi, è agevole concludere che, in relazione ai profili oggetto di censura, la lex specialis non costituiva un ostacolo alla partecipazione alla gara.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).