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Certificazione qualità che non tocca tutte le prestazioni e subappalto qualificante

Consiglio di Stato, sez. V, 17 settembre 2019, n. 6190

Nell’ambito di una gara “per l’affidamento dei servizi di pulizia, disinfezione e facchinaggio il Disciplinare indicava, quale requisito di capacità tecnico professionale, il possesso “del sistema di qualità conforme alla norma europea UNI EN ISO 9001: 2008 (ovvero successivi aggiornamenti) pertinente ai servizi di pulizia, disinfezione e facchinaggio”.

L’appellante viene esclusa dalla procedura in quanto

a) nella certificazione UNI EN ISO 9001:2015 prodotta non era indicata l’attività di facchinaggio

b) dal contratto di avvalimento stipulato si evinceva che l’ausiliaria “fornisce il requisito di capacità economico finanziaria limitatamente al fatturato delle attività di facchinaggio”, evidenziando altresì che “sebbene l’art. 89, comma 8, del Codice dispone che l’impresa ausiliaria può assumere il ruolo di subappaltatore nei limiti dei requisiti prestati, tuttavia la suddetta ditta risulta indicata nella terna dei subappaltatori di cui all’art. 105, comma 6, del D.Lgs. 50/2016 per l’affidamento in subappalto di servizi pulizia e facchinaggio”: L’appellante aveva infatti anche dichiarato nel proprio DGUE di voler subappaltare per la quota del 10% “eventuali servizi di pulizia e facchinaggio”, indicando la medesima impresa ausiliaria nella prevista terna di imprese.

L’appellante ha dedotto di avere correttamente dichiarato e dimostrato il possesso del requisito della certificazione di qualità anche per le attività di facchinaggio, in quanto in possesso dell’impresa ausiliaria, alla quale essa appellante aveva inteso affidare per intero, con subappalto qualificante, le attività di facchinaggio medesime (costituenti peraltro prestazioni secondarie e con un incidenza del tutto marginale rispetto ai servizi principali di pulizia).

Consiglio di Stato, sez. V, 17 settembre 2019, n. 6190 non conviene con l’appellante, e ritiene legittima l’esclusione.

Diversamente da quanto suggestivamente prospettato dall’appellante, il Tribunale non ha operato alcuna confusione tra gli istituti dell’avvalimento e del subappalto qualificante, delineandone anzi compiutamente le concrete modalità operative nella gara in questione:

In sintesi l’appellante non aveva mai dichiarato di volersi avvalere della certificazione di qualità della ausiliaria con riferimento ai servizi di facchinaggio e neppure ha mai indicato, nonostante l’espressa richiesta formulata dalla stazione appaltante in sede di soccorso istruttorio, quali attività intendesse affidare all’ausiliaria, in ragione di quanto stabilito dall’art. 89, comma 8, e dall’art. 105, comma 6 secondo alinea, del D.lgs. n. 50/2016; aveva piuttosto solo individuato la terna dei subappaltatori (tra i quali figura la ausiliaria), alla quale aveva dichiarato di voler affidare una quota pari al 10 per cento di “eventuali servizi di pulizia e facchinaggio”, ma tale dichiarazione, priva di ulteriori specificazioni, era però contenuta nell’apposita sezione D parte II del DGUE rubricata “Informazioni concernenti i subappaltatori sulle cui capacità l’operatore economico non fa affidamento” (con evidenza riferita ad un subappalto operativo e senza alcuna integrazione, in vece sostitutiva, del requisito mancante al concorrente).

Per converso, nel compilare la sezione C, parte II, “Informazioni sull’affidamento sulle capacità di altri soggetti (Articolo 89 del Codice-Avvalimento)”, l’appellante aveva indicato di ricorrere all’avvalimento da parte dell’ausiliaria solo con riguardo al fatturato, ma non ad altri requisiti (ivi inclusa la certificazione di qualità riferita ai servizi corrispondenti a quelli oggetto di gara).

Né l’appellante ha rimediato alle riscontrate carenze in sede di soccorso istruttorio, precisando quali fossero i requisiti di qualificazione da ricevere dalla designata impresa subappaltatrice o presentando le dichiarazioni integrative previste, per l’ipotesi del subappalto necessario, dall’art. 15.3.1. del Disciplinare, dimostrando di aver inteso delegare la designata ausiliaria a rappresentare, in via sostitutiva, il possesso del requisito mancante”.

 

 

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it