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ATI orizzontale e necessaria indicazione delle quote di esecuzione dei lavori.

Tar Abruzzo, L’Aquila, 08/ 11/ 2019, n.552.

Secondo la ricorrente l’ATI aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa per omessa o parziale indicazione delle quote di esecuzione dei lavori.

La costituenda ATI aggiudicataria non aveva infatti indicato, né in percentuale né descrittivamente, il riparto delle quote di esecuzione delle lavorazioni afferenti alla categoria OG11 fra le Società componenti la sub-ATI orizzontale.

Tar Abruzzo, L’Aquila, 08/ 11/ 2019, n.552 accoglie il ricorso ed annulla l’aggiudicazione.

L’art. 48, comma 4, del d.lgs 50/2016, dispone che negli appalti “di lavori, forniture o servizi nell’offerta devono essere specificate le categorie di lavori o le parti del servizio o della fornitura che saranno eseguite dai singoli operatori economici riuniti o consorziati”.

La tesi della controinteressata è smentita, anzitutto, dall’argomento letterale, posto che la disposizione in esame non contiene alcuna distinzione tra a.t.i. orizzontali e verticali, al fine dell’obbligo di specificare le ‹‹categorie›› di lavori che saranno eseguite da ciascuna impresa, di talché tale obbligo, come già affermato dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 22/2012 (intervenuta per dirimere il contrasto giurisprudenziale tra un orientamento che, in materia di appalti di servizi, per i raggruppamenti di tipo orizzontale non riteneva applicabile l’obbligo di specificare le parti di servizio da svolgere e l’opposto orientamento che, invece, riteneva necessario tale obbligo dichiarativo anche per le ATI orizzontali) deve ritenersi operante per entrambe le forme di raggruppamenti di imprese (costituite o costituende)…..

Al riguardo, il Collegio non può non condividere le osservazioni dell’Adunanza plenaria ( n. 22/2012) ove afferma che proprio per le a.t.i. orizzontali vi è la necessità di indicazione delle parti dell’oggetto del contratto imputabili alle singole imprese, perché ciò “costituisce presupposto indefettibile per poter operare le menzionate verifiche, onde evitare l’esecuzione di quote rilevanti dell’appalto da parte di soggetti sprovvisti delle qualità all’uopo occorrenti, la cui previsione (nel settore dei lavori con disposizioni legislative e regolamentari, nel settore dei servizi con la lex specialis…) risponde all’imprescindibile esigenza, a sua volta imposta dal principio costituzionale di buon andamento dell’azione amministrativa, di ottenere, nel complesso, una garanzia qualitativa di un determinato ed atteso livello, riferita all’esecuzione dell’intero rapporto contrattuale, considerato in ciascuna delle singole fasi di svolgimento”.

Nella fattispecie, risulta incontestata la circostanza che la costituenda ATI risultata aggiudicataria non ha indicato le quote di esecuzione lavori imputate alle mandanti del raggruppamento. Non risulta, infatti, che siano state indicate le quote di esecuzione delle lavorazioni appartenenti alla categoria OG11 tra le due società componenti l’ATI orizzontale.

Tale omissione avrebbe dovuto comportare l’esclusione dalla gara, con conseguente illegittimità dell’aggiudicazione.

Il ricorso viene accolto ed annullata l’aggiudicazione.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).