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Subappalto Vs contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura

Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 06 dicembre 2018, n. 2583

Subappalto Vs contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura: il Tar Sicilia, Palermo, sez. III, 06 dicembre 2018, n. 2583 si esprime, invero in modo non condivisibile, sull’art. 105, c. C-BIS del Codice.

Come è noto la norma prevede che, per la loro specificità, non costituiscono subappalto

“le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell’appalto. I relativi contratti sono depositati alla stazione appaltante prima o contestualmente alla sottoscrizione del contratto di appalto”.

Ecco come la pensa l’odierno Collegio:

“In primo luogo la norma che viene in considerazione deve essere adeguatamente interpretata alla luce del centrale e fondante principio, valevole in materia di appalti pubblici, in ragione del quale le attività oggetto di appalto devono, in linea di principio, essere eseguite dal soggetto che risulta aggiudicatario delle stesse, con le eccezioni, e le correlate cautele, espressamente previste per legge.

Su tali coordinate, ritiene il collegio che le prestazioni a cui fa riferimento la lett c-bis del comma 3 dell’art. 105 in questione, debbano essere limitate ad attività sussidiarie e secondarie rispetto a quelle propriamente rientranti nell’oggetto dell’appalto; diversamente opinando sarebbe talmente vistosa la deviazione rispetto al principio di personalità nell’esecuzione dell’appalto, in assenza di alcuna forma di tutela degli interessi pubblici immanenti nell’aggiudicazione ed esecuzione di un appalto, che non potrebbe non dubitarsi seriamente della congruenza della norma con le disposizioni comunitarie e financo costituzionali incidenti sulla materia (Ehmmm. ma è la disciplina italiana che prevede limitazioni al subappalto a costituire una deviazione ai principi eurounitari! n.d.r.).

Ciò premesso, seppur è indiscutibile che l’attività propria di un ispettorato sinistri, nell’ambito di un contratto assicurativo, non esaurisce l’intero oggetto del contratto, è altrettanto vero che ne costituisce una frazione rilevante e ineliminabile, costituendo pertanto essa stessa parte della prestazione richiesta.

Correttamente ricostruita e qualificata, ritiene pertanto il collegio che l’attività propria dell’ispettorato sinistri, nell’ambito di un contratto di assicurazione, non possa farsi rientrare tra le prestazioni di cui alla lett. c-bis comma 3 dell’art. 105 del D.Lgs n. 50/2016“.

E dove sta scritto? Se non si rientra nell’ipotesi (vietata) di cessione del contratto, non esistono nell’ordinamento limiti al ricorso all’istituto in parola.

Speriamo che la sentenza venga appellata, e che passi sotto la scure del Consiglio di Stato.

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Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it