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Servizi postali esclusi dal “servizio universale”

Consiglio di Stato , Sez. V , 8 maggio 2019 , n. 2990

Merita di essere segnalata la Sentenza Consiglio di Stato , Sez. V , 8 maggio 2019 n. 2990 perché chiarisce , per servizi che sono di quotidiano utilizzo da parte delle Pubbliche Amministrazioni, la nozione di “servizio universale” ed i corrispondenti requisiti  ( “autorizzazione generale” o “licenza individuale”) degli operatori economici incaricati del servizio.

Questi i fatti oggetto di decisione .

Poste Italiane partecipava ( in ATI ) alla gara per l’affidamento del “servizio di stampa, imbustamento e postalizzazione della corrispondenza ordinaria della Direzione Risorse Finanziarie – Settore Politiche Fiscali della Regione Piemonte.

Dopo essere risultata aggiudicataria  veniva esclusa , ed il suo ricorso era rigettato dalla Sentenza Tar Piemonte Sez. I, 09.04.2018, n.429 , in particolare sulla base delle seguenti motivazioni :

a) che il servizio di postalizzazione della corrispondenza ordinaria oggetto di gara (segnatamente consistente nella spedizione e nella consegna di atti del procedimento di riscossione delle entrate regionali di carattere tributario ed extratributario) rivestisse i tratti tipici del “servizio postale universale” e che la “licenza individuale” costituisse presupposto per lo svolgimento dell’attività;

b) che, di conseguenza, il possesso (in capo alla mandante) della sola “autorizzazione generale” (e non, dunque, della ridetta “licenza individuale”) non costituisse titolo sufficiente per eseguire il contratto messo a bando.

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello.

Preliminarmente si sofferma sui contenuti del “servizio postale universale” definiti a livello europeo dalla direttiva 97/67/UE del 15 dicembre 1997 (cd. “prima direttiva postale”), successivamente modificata dalle direttive 2002/39/UE del 10 giugno 2002 (cd. “seconda direttiva postale”) e 2008/6/UE del 20 febbraio 2008 (c.d. “terza direttiva postale”).

Successivamente evidenzia come i contenuti delle  direttive siano stati recepiti con il d.lgs. n. 261/1999, successivamente modificato dal d.lgs. n. 284/2003, preordinato al recepimento della seconda direttiva, e dal d. lgs. n. 58/2011, di recepimento della terza direttiva.

Dopo le premesse , evidenzia come l’ oggetto della gara fosse l’affidamento del servizio di stampa, imbustamento e postalizzazione della corrispondenza ordinaria .

Il primo giudice ha ritenuto che l’oggetto della gara rivestisse i tratti del servizio postale universale, descritto dall’art. 3 del d. lgs. n. 261/1999, per i quali è prescritto, come chiarito, il possesso di “licenza individuale”, la cui insussistenza in testa alla impresa mandante (congiunta al preteso carattere necessariamente orizzontale dei raggruppamenti temporanei ammessi a concorrere) ha costituito ragione di estromissione di parte appellante.

Ma la decisione del Tar  non è condivisibile.

La stampa, imbustamento e postalizzazione della corrispondenza costituiscono, in quanto tali, caratteristiche del servizio postale in quanto tale.

Per qualificare il servizio  in termini diuniversalità” è, per contro, necessario anche che si tratti di servizio fornito permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, a prezzi accessibili a tutti gli utenti .

Nel caso in questione  il servizio è previsto come da svolgersi esclusivamente in favore di un unico soggetto e per un oggetto limitato e ben determinato (stampa solo in b/n, spedizione e consegna degli avvisi di scadenza della tassa automobilistica, delle rateizzazioni e dei canoni relativi al demanio idrico.

Non si tratta, quindi, di un servizio fornito in tutto il territorio nazionale, ed oltretutto non è nemmeno fruibile da tutti gli utenti (e nemmeno dalla stessa Regione in relazione a servizi non previsti dalla lex specialis), tenuto conto che nella specie sono state negoziate, tramite la procedura di gara, condizioni d’offerta specifiche in relazione ad un oggetto (indicato dall’art. 1 del C.S.A.) ben delimitato.

Viene altresì richiamata la Sentenza  Corte di giustizia C-368/2015 del 15.06.2017, nella quale , dopo aver ribadito i criteri  per escludere le prestazioni esaminate dall’ambito del servizio postale universale, è stato tratto il corollario per cui  le prestazioni in questione non potessero essere assoggettate ad un regime di licenza individuale, bensì “solo alla concessione di un’autorizzazione generale, ai sensi dell’articolo 2, punto 14, della medesima direttiva”.

Si tratta di conclusioni , afferma il Consiglio di Stato, che devono essere estese anche alla fattispecie in esame.

L’appello viene pertanto accolto .

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Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).