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INFILTRAZIONI PIU’ PROBABILI O MENO PROBABILI?

Tar Calabria, Catanzaro, Sez. I , 06 marzo 2019 n. 495

Su quali presupposti deve basarsi l’informazione antimafia?

Merita di essere segnalata in tal senso la Sentenza Tar Calabria, Catanzaro, Sez. I , 06 marzo 2019 n. 495 , che ha annullato informazione antimafia.

Essa infatti preliminarmente ricorda che per l’emanazione del provvedimento interdittivo non è necessaria  la certezza dei fatti su cui si fonda od il sussistere di accertamento penale definitivo.

E’ sufficiente infatti  “un quadro indiziario più che sufficiente – in base alla regola causale del ‘più probabile che non’ (cfr. Cons. Stato, sez. III, n. 4657/2015; n. 1328/2016; n. 1743/2016; n. 4295/2017) – a ingenerare un ragionevole convincimento sulla sussistenza di un condizionamento mafioso in capo all’impresa ricorrente” .

La motivazione del provvedimento prefettizio può dunque limitarsi ad indicare ( anche sinteticamente ) gli elementi di fatto posti alla base della valutazione discrezionale ( provvedimenti giudiziari, atti di indagine, accertamenti svolti dalle Forze di Polizia in sede istruttoria).

Il provvedimento deve esplicare le ragioni in base alle quali, secondo la logica del «più probabile che non», sia ragionevole dedurre da uno o più di tali elementi indiziari, gravi, precisi e, se plurimi, anche concordanti il rischio di infiltrazione mafiosa nell’impresa.

La Sentenza tuttavia rimarca come  “non possono reputarsi sufficienti fattispecie fondate sul semplice sospetto o su mere congetture prive di riscontro fattuale, occorrendo l’individuazione di idonei e specifici elementi di fatto, obiettivamente sintomatici e rivelatori di concrete connessioni o collegamenti con la criminalità organizzata”.

Nel caso in esame il Tar , tuttavia, rileva una debolezza nella delineazione del presupposto del provvedimento .

Non vi è nessun provvedimento penale, la relazione della Dia dà conto di una semplice intercettazione .

Vi è una incertezza che  rende fumosa l’infiltrazione , che appare dunque “meno probabile che probabile”.

Ai fini dell’informazione necessita , “un quadro chiaro, completo e convincente del pericolo di infiltrazione mafiosa, la cui necessaria sussistenza deve essere riscontrata dal prefetto prima e dal Giudice amministrativo poi nel sindacato sulla motivazione (v. da ultimo C.St., 00758/2019)”.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabile del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Gare del Comune di Colle di Val d' Elsa (Si).
Gli scritti qui pubblicati rappresentano opinioni personali che non impegnano in alcun modo l'ente di appartenenza