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Sopralluogo fuori termine: esclusione? Diatriba nel Lazio…

Tar Lazio, Latina, sez. I, 20 settembre 2019, n. 551

L’effettuazione del sopralluogo oltre il termine previsto dal bando, comporta l’esclusione dalla procedura?

Solo pochi mesi fa Tar Lazio, Roma, sez. I, 02 aprile 2019, n. 4303 statuì che l’art. 79, comma 2, del Codice non prevede alcun termine perentorio entro il quale effettuare la “visita dei luoghi”, purché i termini per la ricezione delle offerte siano idonei a far sì che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per presentare le offerte. Sicché rispose negativamente al quesito.

Di diverso avviso, anche se su caso non propriamente identico, Tar Lazio, Latina, sez. I, 20 settembre 2019, n. 551 risponde in forma affermativa.

“L’art. 79 del D.lgs n. 50/16 stabilisce ai primi due commi che “Nel fissare i termini per la ricezione delle domande di partecipazione e delle offerte, le amministrazioni aggiudicatrici tengono conto in particolare della complessità dell’appalto e del tempo necessario per preparare le offerte, fatti salvi i termini minimi stabiliti negli articoli 60, 61, 62, 64 e 65.

Quando le offerte possono essere formulate soltanto a seguito di una visita dei luoghi o dopo consultazione sul posto dei documenti di gara e relativi allegati, i termini per la ricezione delle offerte, comunque superiori ai termini minimi stabiliti negli articoli 60, 61, 62, 64 e 65, sono stabiliti in modo che gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per presentare le offerte”.

La possibilità delle stazioni appaltanti di imporre, ai fini della formulazione di un’offerta consapevole, la presa visione dei luoghi ove svolgere la prestazione oggetto dell’appalto, è, quindi, espressamente contemplata dalla legge.

Coerentemente con detta norma, l’art. 9 del disciplinare di gara prevedeva da parte delle concorrenti, in considerazione dell’oggetto dell’appalto e ai fini della presentazione consapevole delle offerte, il sopralluogo obbligatorio di almeno una parte dei luoghi (massimo 5 impianti) in cui doveva essere eseguito l’appalto, con espresso avviso che “La mancata effettuazione del sopralluogo costituirà motivo di esclusione dalla gara”.

Ai fini della effettuazione di tale sopralluogo la Stazione Appaltante doveva mettere a disposizione dell’operatore economico interessato a partecipare alla gara un Tecnico qualificato che, “nella data che sarà stabilita a insindacabile giudizio della Stazione Appaltante, guiderà l’operatore economico nel sopralluogo. Pertanto, l’interessato doveva richiedere appuntamento per il sopralluogo in forma scritta, inderogabilmente entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 27 Dicembre 2018”, con la precisazione che non sarebbero state prese in considerazione le richieste di sopralluogo pervenute oltre tale data.

Tanto premesso, è evidente l’infondatezza delle censure con cui si contesta detta previsione posto che, come spiega una recente sentenza del Consiglio di Stato, (Sez. V 26/07/2018 n. 4597) “La stazione appaltante può anticipare l’adempimento dell’obbligo del sopralluogo dalla fase della gara in senso stretto a quella precedente della selezione dei concorrenti da invitare espletata attraverso l’avviso di indagine di mercato; tale obbligo di sopralluogo, strumentale a una completa ed esaustiva conoscenza dello stato dei luoghi, è infatti funzionale alla miglior valutazione degli interventi da effettuare in modo da formulare, con maggiore precisione, la migliore offerta tecnica” (Consiglio di Stato sez. V 26/07/2018 n. 4597).

Nel caso di specie, nello stesso art. 9 del Disciplinare era spiegato che il termine per richiedere il sopralluogo era fissato anche in considerazione del fatto che doveva intercorrere un adeguato periodo temporale tra il sopralluogo e il termine per la presentazione delle offerte al fine di consentire un’adeguata formulazione delle stesse”.

Pertanto, come correttamente dedotto dall’Amministrazione, nella fattispecie è del tutto irrilevante che la ricorrente sia venuta a conoscenza della gara in epoca successiva al termine ultimo per la presentazione delle richieste di sopralluogo, e la mancata conoscenza della procedura prima della data di scadenza del termine ultimo per la presentazione delle richieste di sopralluogo non può che essere addebitata alla negligenza della ricorrente e non alla stazione appaltante“.

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it