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Esclusione post verifica anomalia: anche per il TAR campania la competenza è del RUP

Tar Campania, Napoli, sez. I, 11 marzo 2019, n. 1382

Esclusione post verifica anomalia: anche per il TAR campania la competenza è del RUP

Dopo il Tar veneziano qui proposto, ecco che anche i colleghi partenopei ritengono di competenza del RUP (non responsabile di servizio) il provvedimento di esclusione all’esito del sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

Secondo Tar Campania, Napoli, sez. I, 11 marzo 2019, n. 1382 infatti il testo dell’art. 97 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016) non contiene elementi che depongono per il passaggio delle competenze inerenti alla verifica dell’offerta anomala in capo ad un organo diverso rispetto alla consolidata giurisprudenza formatasi nel regime antecedente al nuovo codice dei contratti pubblici che pacificamente riconosceva che spettasse al R.U.P. il compito di verifica delle offerte anomale.

Rileva l’odierno TAR che “la norma attuale dell’art. 97 del D.Lgs. n. 50/2016, come quella precedente dell’art. 84 del previgente codice, dispone che tale incombente spetta alla “stazione appaltante”, senza ulteriori specificazioni.

L’art. 31 del vigente Codice dei contratti pubblici, oltre a indicare alcuni specifici compiti del R.U.P., delinea la sua competenza in termini residuali precisando che “quest’ultimo, svolge tutti i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti”.

Venendo alla fattispecie in trattazione, dall’esame del provvedimento di esclusione si evince che la valutazione finale in ordine all’anomalia dell’offerta è stata adottata dal Responsabile del Servizio che, nella sostanza, ha condiviso le valutazioni del professionista esterno al quale l’amministrazione aveva deciso di affidare l’esame dei profili di criticità dell’offerta. Di contro, non risulta che il R.U.P. abbia mai espresso la propria valutazione conclusiva, essendosi limitato a rilevare l’esistenza di profili di criticità dell’offerta nonché a richiedere all’operatore le giustificazioni di cui all’art. 97 del Codice degli appalti, chiarimenti in ordine a specifici profili e, infine, ulteriori integrazioni .

In altri termini, l’organo competente a valutare l’anomalia dell’offerta (R.U.P.), pur avendo condotto il relativo subprocedimento, non si è mai espresso conclusivamente sulla congruità dell’offerta ma il relativo giudizio è stato reso dal Responsabile del Servizio con l’ausilio di un professionista esterno, in violazione delle disposizioni di settore e del consolidato orientamento giurisprudenziale riportato.

Le considerazioni svolte conducono all’accoglimento della censura di incompetenza”.

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Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; laureando in giurisprudenza; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it