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La revoca dell’aggiudicazione provvisoria va impugnata in 30 giorni!

Consiglio di Stato, Sez. V, 15/ 01/ 2020, n.374.

La revoca dell’aggiudicazione provvisoria, in quanto atto immediatamente lesivo , deve essere impugnata entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.

Questo il principio ribadito da Consiglio di Stato, Sez. V, 15/ 01/ 2020, n.374.

Poichè la  lesione della sfera giuridica risultava certamente definitiva ( nel caso in questione era stata emessa interdittiva antimafia in corso di gara) il provvedimento di revoca dell’aggiudicazione provvisoria doveva essere impugnato nel termine di trenta giorni per poter consentire alla ricorrente di conseguire il bene della vita avuto di mira.

La determinazione dirigenziale di revoca è stata, invece, impugnata, unitamente all’aggiudicazione definitiva con ricorso notificato oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’esclusione dalla procedura.

Per cui, stabilisce il Consiglio di Stato :

In assenza di tempestiva impugnazione il provvedimento espulsivo dalla procedura di gara di -OMISSIS-è divenuto definitivo; va fatta, pertanto, applicazione dell’orientamento giurisprudenziale per il quale il concorrente che sia escluso dalla procedura di gara con provvedimento definitivo è privo di legittimazione a ricorrere avverso gli ulteriori atti della procedura, ivi compresa l’aggiudicazione definitiva ad altro concorrente (cfr. Corte di Giustizia dell’Unione europea, sentenza 21 dicembre 2016 C-355/15 Bietregemeinschaft Technische Gebaudedetreuung Gesmbh un Caverion Osterreich; Cons Stato, sez. V, 12 settembre 2019, n. 6159; V, 25 giugno 2018 n. 3923; V, 23 marzo 2018, n. 1849; V, 8 novembre 2017, n. 5161).

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).