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Mancata traduzione di documentazione tecnica dall’inglese. Non determina esclusione.

Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 06 / 09 / 2019 , n. 785.

L’impresa appellante, tra i vari motivi , si duole  dell’omessa esclusione dell’aggiudicataria dalla gara per aver allegato un documento soltanto in lingua inglese.

Il Tar (T.A.R. SICILIA – SEZ. STACCATA DI CATANIA n. 173/2018 ) aveva già rigettato questo motivo di ricorso, sul rilievo che l’obbligo del deposito di documentazione tecnica in lingua solo italiana non era presidiato da alcuna sanzione espressa di esclusione dalla gara (posto che, diversamente, la previsione sarebbe stata sospettabile di contrarietà al diritto dell’Unione europea).

Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 06 / 09 / 2019 , n. 785 conferma la decisione del Tar e respinge l’appello.

Con ordinanza n. 429 del 19 luglio 2018 erano state disposte l’acquisizione dell’originale del documento presentato in occasione della partecipazione alla gara e verificazione di carattere tecnico.

Più in particolare, è stato ritenuto e disposto quanto segue: “Ed invero, con riguardo al primo motivo dell’impugnazione, va osservato che l’art. 4 del capitolato speciale prescriveva che «(d)ovrà essere redatta in lingua italiana o, se redatta in lingua straniera, dovrà avere allegata la relativa traduzione» e che, nondimeno, l’eventuale violazione di tale regola di gara non era sanzionata a pena di esclusione.

Né, del resto, la stazione appaltante avrebbe potuto prevedere in tal caso una misura espulsiva, dal momento che la stessa lex specialis abilitava …. a richiedere alle offerenti ulteriore documentazione.

Orbene, in astratto, potrebbe ritenersi che l’omessa allegazione di una traduzione abbia dato luogo a una mera irregolarità dell’offerta e non anche a una sua invalidità e nemmeno a una preclusione per la commissione di valutare la documentazione anche in assenza di una traduzione. D’altronde, la conoscenza della lingua inglese costituisce ormai un patrimonio comune del mondo scientifico e ben può presumersene l’adeguata conoscenza anche da parte dei componenti della specifica commissione di gara.

Del resto, tale soluzione trova conferma nella giurisprudenza, posto che il Consiglio di Stato (sez. V, 10 gennaio 2012, n. 30), nella vigenza dell’art. 67 del d.lgs. n. 163 del 2006, ha enunciato il principio secondo cui la presentazione, in sede di gara, di un documento in allegato all’offerta, redatto in lingua diversa da quella italiana e privo di relativa traduzione certificata, non costituisce motivo di esclusione dalla procedura, con la conseguenza che la eventuale necessità della relativa omessa traduzione potrebbe, al più, configurare una richiesta di integrazione documentale.

Sennonché il motivo denunciato potrebbe presentare una diversa consistenza là dove l’appellante adombra la possibilità che il predetto documento… – al di là del profilo attinente alla omessa traduzione di esso – non sia stato affatto esaminato dal seggio di gara, in ragione della sua pressoché totale illeggibilità.

A tale circostanza la ricorrente aveva già accennato nel ricorso originario (a pag. 4: «… documento … peraltro quasi illeggibile, almeno nella copia consegnata dalla stazione appaltante alla ricorrente in esito all’accesso agli atti») e l’illeggibilità del documento è stata ribadita anche in appello (a pag. 5).

L’Ordinanza aveva previsto l’acquisizione , presso la stazione appaltante, dell’originale del documento contestato onde poterne apprezzare la facilità di lettura.

La Sentenza conferma le conclusioni della verificazione.

Con riferimento al primo motivo, si rileva che, la disciplina di gara, pur prevedendo che la documentazione tecnica dovesse essere presentata in lingua italiana, non contemplava (né avrebbe potuto, come già osservato con l’ordinanza n. 429/2018) l’esclusione in caso di violazione di tale regola e, quindi, non impediva alla Commissione la valutazione di documenti a corredo delle offerte non suffragati dal rispetto di tale requisito, abilitandola semplicemente a esigere dall’offerente, ove in concreto necessario, la relativa traduzione.

Quanto alla predicata illeggibilità del documento, non si ritiene determinante la constatata circostanza della accentuata ristrettezza dei caratteri della versione cartacea del documento, acquisita a seguito dell’ordinanza n. 249/2018, tenuto conto che si tratta di procedura negoziata sul mercato elettronico della Pubblica Amministrazione e che la produzione in formato digitale della documentazione ne consente l’ingrandimento, per una più agevole lettura.

L’appello ( anche per queste motivazioni ) viene respinto.

Scritto da Roberto Donati

Laureato in scienze politiche, appassionato di diritto con esperienza ventennale nella pubblica amministrazione in qualità di responsabilità del settore gare ed appalti, ed attuale responsabile del servizio Affari Generali della Siena Parcheggi Spa (società in house del Comune di Siena).