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Anomalia e riparametrazione: prima o dopo?

Tar Veneto, Venezia, sez. I, 09 febbraio 2018, n. 145

Anomalia e riparametrazione: in un appalto di servizi i 4/5 del punteggio ai fini dell’anomalia dell’offerta vanno considerati prima o dopo la riparametrazione?

Coerentemente con quanto previsto nelle Linee guida n. 2/2016, la riparametrazione andrà effettuata prima di determinare la soglia di anomalia” dice l’ANAC nel bando tipo.

Peccato che la giurisprudenza prevalente dica ben altro, e che sia quindi necessario derogare esplicitamente a detta prescrizione del bando tipo stesso.

Ecco la statuizione del Tar Veneto, Venezia, sez. I, 09 febbraio 2018, n. 145.

“all’indirizzo della giurisprudenza di gran lunga prevalente, secondo cui nelle gare pubbliche il punteggio da prendere in considerazione, ai fini della verifica dell’anomalia, è quello effettivo, conseguito da ciascuna offerta, e non quello più alto risultante dall’eventuale attività di riparametrazione effettuata dalla stazione appaltante, che abbia previsto di esercitare tale facoltà: la riparametrazione, infatti, ha il solo scopo di preservare l’equilibro fra i diversi elementi qualitativi e quantitativi stabiliti nel caso concreto per la valutazione dell’offerta (cfr., ex multis, C.d.S., Sez. III, 1° agosto 2016, n. 3455; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. III, 12 novembre 2015, n. 2391).

Invero, nelle gare da aggiudicarsi in forza del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la riparametrazione opera con l’attribuzione alla migliore offerta tecnica del punteggio massimo, a cui segue la determinazione proporzionale del punteggio per tutte le altre offerte: a seguito di questa operazione, i punteggi relativi alla qualità hanno lo stesso peso assegnato al prezzo, mentre, senza la riparametrazione, il fattore prezzo può avere un peso relativamente maggiore, di fatto, rispetto al fattore qualità (cfr. C.d.S., Sez. V, 13 gennaio 2014, n. 85).

Poiché, dunque, la riparametrazione delle offerte ha la funzione di preservare l’equilibrio fra i diversi elementi (qualitativi e quantitativi) stabiliti in concreto per la valutazione dell’offerta, essa ha uno scopo ben differente rispetto a quello della verifica dell’anomalia (T.A.R. Sardegna, Sez. I, 10 agosto 2016, n. 689): ne deriva che risulta corretta la scelta di effettuare la valutazione dell’anomalia sulla base del punteggio assegnato alle offerte prima della riparametrazione, che, tra l’altro, è una fase solo eventuale della procedura selettiva, essendo demandata alla stazione appaltante la valutazione sulla sua necessità e sui limiti della sua utilizzazione (cfr. T.A.R. Piemonte, Sez. I, 18 marzo 2016, n. 370, con la giurisprudenza ivi richiamata)”.

 

Cfr. anche questo articolo

 

 

 

Scritto da Elvis Cavalleri

Senior partner della società TrasP.A.re, specializzata in contratti pubblici; laureato in giurisprudenza, in scienze e gestione dei servizi (scienze della pubblica amministrazione) ed in scienze del servizio sociale; esperienza decennale in qualità di dipendente di pubbliche amministrazioni nella gestione di gare d'appalto; curatore scientifico del portale giurisprudenzappalti.it